
Dopo vent’anni di pacifiche battaglie, flash mob e solleciti alle amministrazioni che si sono succedute, è tornato a riunirsi il Coordinamento dei Comitati Cittadini, per chiedere notizie sul futuro della Centrale, in un’assemblea pubblica, in cui cui, però, erano assenti gli altri media, che si è tenuta lunedì 9 marzo sera presso il Salone CIM della Parrocchia di San Bortolo, alla presenza degli assessori Cristina Balbi, Leonardo Nicolai e Giovanni Selmo.
A presiedere l’assemblea Luciano Volpato, presidente del Gruppo Fidas Vicenza di San Bortolo e Laghetto “Alpini Savegnago-San G. Battista”, mentre portavoce delle esigenze del quartiere il sempre presente Giancarlo Albera, definito affettuosamente da Volpato “la spina nel fianco degli ultimi quattro sindaci”.

Dopo aver ringraziato l’architetto Secone (assente per motivi personali) che si è occupato negli anni di “disegnare” su carta le volontà dei cittadini, e Giancarlo Burato, curatore del sito del Comitato e dei volantini predisposti nel tempo, Volpato ha ricordato le 9 assemblee precedenti – tenutesi quasi sempre di lunedì a partire dal 2004 – tutte meno una all’interno del salone CIM per un impegno che dura da vent’anni e che tutt’ora viene rinnovato. Se la vittoria di aver restituito l’area dell’Ex Centrale del latte al quartiere è stata ottenuta, ora ci si pone un ulteriore obiettivo: vincere la battaglia per un “uso appropriato” della Centrale che coinvolga tutte le generazioni, evitando di correre il rischio del rigetto della stessa da parte dei cittadini.
Raccontare la storia del Comitato e portare a termine il recupero pubblico dell’area Ex Centrale del latte è anche l’obiettivo del volume “Vicenza, un luogo centrale”– presentato in anteprima lo scorso 28 febbraio presso il salone CIM – e riproposto dai due autori Giovanni Coviello e Serena Balbo in apertura della serata. Il libro (160 pagine, disponibile sul nostro shop e su Amazon), edito da L’altra stampa srl per la collana Storia e Storie, conta di quattro prefazioni redatte dai sindaci che nel tempo si sono occupati del recupero dell’area, di una dell’ingegnere torinese Riccardo Pozzoli che aveva seguito la vendita della Centrale del latte di Vicenza voluta dall’allora sindaco Hüllweck e di una post fazione “programmatica” dell’assessore Nicolai che sta seguendo l’attivazione e l’attuazione delle attività della Open Call che ha dato vita a ben 75 progetti partecipati.
Coviello e Balbo hanno evidenziato e lodato lo spirito di partecipazione civica e la perseveranza dei membri del Comitato che nel tempo si sono battuti per la demolizione del vecchio edificio e la costruzione del nuovo, evitando che lo stesso e l’area prospiciente finisse nelle mani dei privati e dando l’esempio anche alle generazioni più giovani che è la partecipazione la chiave di volta per affrontare e, se c’è il presidio dei cittadini, risolvere i problemi con una visione rispettosa del bene pubblico.

Le esigenze del quartiere per il futuro della Centrale
“Non sempre siamo stati ascoltati in questi anni…” ha, quindi, esordito, dopo la presentazione, Giancarlo Albera, anima e portavoce del Coordinamento dei Comitati. Se alcune scelte difficilmente possono essere corrette, tra cui l’eccessiva cementificazione del parco, “forse per ridurne i costi di gestione” – ha detto -, la mancata possibilità di entrata nel parcheggio da via G. Medici e la larghezza eccessiva della corsia emergenze adiacente il palazzo che ospita la Guardia Medica di via Mentana, la richiesta attuale del Comitato è l’elaborazione di un progetto generale per una presenza civica costante.
Permangono le richieste, esposte da Albera e condivise dai numerosi partecipanti all’assemblea, per quanto riguarda un servizio di guardiania in apertura e chiusura, un bar sociale con emeroteca, l’apertura della porta che affaccia su via Medici, l’apposizione di cartelli all’esterno con indicazione delle attività, la creazione di una piastra polivalente e la realizzazione di ulteriori posti auto. Tra le proposte di miglioramento: dare maggiore “dignità” alla Guardia Medica, in quanto i pazienti in attesa rimangono all’esterno in qualsiasi condizione meteorologica e la riqualificazione di via Medici con una soluzione per rallentare le auto (ad esempio interventi di traffic calming) e per il pericoloso incrocio tra via Mentana, via Medici e via Curtatone.

Inoltre, Albera ha chiesto informazioni in merito al completamento del seminterrato – attualmente al grezzo -, all’area B15 inserita nel piano alienazioni dall’Amministrazione Rucco (verso viale M. Grappa) e all’area a nord su via Mentana (per la quale l’ipotesi era quella di una collocazione di attività commerciali e studi medici).
I progetti in corso: risponde l’Amministrazione comunale
A prendere la parola per le prime risposte dell’Amministrazione è stato, quindi, l’assessore alle Politiche Giovanili Leonardo Nicolai che ha sottolineato come gli appuntamenti tenutisi negli ultimi tre giorni alla Centrale – il progetto culturale Re:set che ha invitato la comunità a interrogarsi sul linguaggio, sui significati e sui meccanismi culturali che riguardano il femminile – abbiano avuto un successo di pubblico di tutte le età.
Attualmente la Centrale è al centro della fase di attivazione con usi temporanei che ha visto l’ammissione di 75 progetti sui 79, presentati durante l’open call “Attiva la Centrale”, proposti per il 61% da enti non strutturati. Questa fase si concluderà il 31 maggio, verrà poi fatta una manifestazione d’interesse per trovare un soggetto gestore il cui direttivo dovrà essere in gran parte fatto da, “almeno 2 su 3”, under 35, come richiesto dal bando ANCI per le politiche giovanili di 350mila euro vinto dal Comune.

“Per me la Centrale rappresenta un’ambizione verso la città: il nome è simbolico perché deve essere un luogo di aggregazione, un punto di riferimento e un perno attorno a cui tutto si muove. Siamo abituati che i centri sociali sono sempre ex scuole, tutti uguali. Qui abbiamo un edificio nuovo e bello” ha affermato Nicolai.
L’assessore ha poi risposto alle richieste del Comitato illustrando i progetti in corso di verifica: dalla proposta del bar fisso – attuabile solo nel momento in cui ci sarà un gestore definitivo – alla creazione di un’aula studio, data la vicinanza, “11 minuti a piedi”, della Cittadella degli Studi. Attualmente il seminterrato rimarrà al grezzo, in quanto il preventivo in mano al Comune è di 800mila euro, mentre per quanto riguarda il bando di 2,7 milioni del Ministero delle Politiche Sociali vinto dal Comune e citato in precedenza da Albera, Nicolai ha fatto sapere che i fondi sono stati destinati, “obbligatoriamente”, a finanziare altri servizi, tra cui la figura dell’educatore scolastico di corridoio ed Epicentro, azione della rete Focus Giovani che promuove nei quartieri spazi e opportunità di crescita per i giovani.
Il monito anche di Nicolai è invitare tutti alla responsabilità della partecipazione, diffondendo la consapevolezza della nuova struttura a tutti i cittadini anche residenti al di fuori del quartiere San Bortolo.
La palla è, quindi, passata all’assessore allo sviluppo economico e al territorio Cristina Balbi, cittadina del quartiere con Giovanni Selmo, che ha elogiato la tenacia del Comitato che ha avuto il merito di attivare l’attenzione su una zona densamente popolata e priva di spazi verdi. Se secondo l’assessore l’ipotetico edificio su via Mentana, che nei progetti avrebbe dovuto prendere posto accanto alla Guardia Medica, risulta non fattibile perché mancherebbero le distanze minime tra strada, case e costruzione, per quanto riguarda il piano alienazioni su viale M. Grappa, il terreno potrebbe essere oggetto di una compensazione con l’ex campo da calcio “Federale” (in via C. Goldoni), in passato oggetto di contestazioni da parte dello stesso Comitato.
L’obiettivo per l’assessorato a cui fa capo Balbi è di mappare i quartieri per monitorarne la qualità della vita, di concerto con l’assessorato all’Urbanistica, con l’auspicio – per quanto riguarda la Centrale – che diventi un punto di incontro e ritrovo per la comunità di San Bortolo e le sue manifestazioni (tra cui la storica Festa delle Rose ora costretta in spazi angusti).

Si è, infine, aperto lo spazio per le osservazioni e le richieste da parte del pubblico presente dopo che Giovanni Selmo, Assessore all’istruzione e all’edilizia scolastica, ha reputato esaustive e condivisibili le argomentazioni dei due colleghi di Giunta: c’è stato chi ha ribadito l’eccessiva cementificazione e la necessità di includere negli eventi organizzati tutte le generazioni e chi ha chiesto la pur semplice installazione di un campanello per agevolare l’accesso alla struttura, attivabile ovviamente, è stato risposto, quando ci sarà un gestore e una guardiania per uno spazio fruibile. Anche Angela Stefani, art curator dell’Associazione Culturale Metamorfosi Gallery che promuove l’arte contemporanea attraverso eventi, mostre e perfomance, ha approfittato dell’incontro per invitare i cittadini del quartiere a partecipare al progetto di arte pubblica R-Evolution che l’ente proporrà tra aprile e maggio in Centrale e che mira a ripensare gli spazi e i processi sociali per definire il luogo.
È intervenuto, infine. e tra gli altri, Gianpaolo Giacon, presidente del Consiglio di quartiere 8 – Polegge, San Paolo, S. Bortolo, Laghetto, che – dato che l’Amministrazione ha avviato l’iter del Bilancio Partecipativo per l’anno 2026, che prevede 300mila euro destinati al finanziamento di progetti di lavori pubblici nei quartieri – ha suggerito come la piastra polivalente ed eventuali altri interventi potrebbero essere proposti in questo ambito. L’incontro su questa tematica per il quartiere 8 si terrà il prossimo 23 marzo proprio in Centrale.
In chiusura Luciano Volpato ha ripreso la parola per sottolineare la mancanza di una comunicazione più capillare delle iniziative in corso, perché i cittadini – in particolare quelli di età più avanzata che non usano il web e i social – non sono consapevoli degli appuntamenti, che l’assessore Nicolai, ricordato come siano presenti sulla pagina specifica del sito del Comune, si è fatto carico di verificare su come rendere più noti gli appuntamenti in modo tradizionale, “cosa più facile quando ci sarà un gestore e un’apertura continuativa della struttura”.
L’assemblea si è conclusa con l’invito generale a monitorare il sito degli eventi del comune di Vicenza e a condividere con i propri familiari, conoscenti e amici gli appuntamenti in corso alla Centrale; tramite la partecipazione – e ben lo testimonia la perseveranza del Comitato – si possono costruire relazioni e raggiungere traguardi insperati, e tramite la partecipazione questo luogo può diventare “un posto di futuro per la città”.



































