Epocale, esemplare, caratterizzato da una visione prospettica di alto livello“. Con queste parole, nella nota ufficiale che pubblichiamo, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta un passaggio riferito all’autonomia, contenuto nella requisitoria orale, tenuta ieri a Roma dal Procuratore Generale della Corte dei Conti Alberto Avoli, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2017.

Il PG Avoli ha detto tra l’altro: “…In questo quadro si sono inseriti i due recenti referendum che hanno coinvolto i cittadini della Lombardia e del Veneto. A seguito del loro esito, sono intervenute le intese preliminari fra le Regioni e il Governo nazionale.
Uno dei temi centrali degli accordi ha riguardato propriamente la ripartizione delle risorse, attraverso la valorizzazione di alcune specifiche filosofie di gestione. Così al conferimento di nuove competenze deve connettersi una adeguata provvista finanziaria, unita alla disponibilità delle necessarie risorse umane e strumentali. Così la ripartizione dei flussi finanziari dallo Stato alle Regioni deve tenere conto del principio per cui le entrate tributarie maturate in un territorio debbono in una parte sostanziale essere destinate ai bisogni di quel territorio. Il collegamento fra prelievo fiscale e territorio può ritenersi utile a recuperare il rapporto fra cittadini ed istituzioni. La restante quota si definisce di coesione, in quanto volta a consentire la copertura dei servizi generali e degli oneri di solidarietà nazionali
“.

“Siamo di fronte – dice Zaia – a una presa di posizione rispettosa della Costituzione e in linea con l’evoluzione che sta avendo questo Paese, con la quale la Corte dei Conti coglie fino in fondo il vento di cambiamento, nell’alveo della legalità, che può portare benefici proprio a quello Stato i cui interessi la Corte dei Conti è istituzionalmente chiamata a difendere”.

“Nel riferimento del Procuratore Avoli – conclude il Governatore del Veneto – c’è un significato importantissimo: quando si parla di federalismo e autonomia, si parla di responsabilità. Dare autonomia a un territorio equivale a dare responsabilità; dare responsabilità a un territorio significa costruire un Paese più virtuoso”.

A margine di queste considerazioni il ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Erika Stefani, ribadsice che “con autonomia c’è più responsabilizzazione nella gestione delle risorse”. ” Il nostro obiettivo – dice il ministro – è di disegnare un sistema di autonomie che porti il Paese a essere più moderno e virtuoso. Per il lavoro del ministero sono quindi di supporto le parole del procuratore generale della corte dei conti nel passaggio sulle autonomie in occasione del giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato. Noi nel pieno rispetto della Costituzione rafforzeremo il rapporto tra istituzioni e cittadini che con le autonomie sarà diretto. Più autonomia significa anche maggiore responsabilità e, di conseguenza, i bravi amministratori conoscendo direttamente i bisogni dei loro territori sapranno destinare le risorse nel miglior modo possibile”.