Autonomia differenziata, Zaia: «Intese storiche, ora il Parlamento risponda ai veneti»

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autonomia differenziata del Veneto

Il presidente del Consiglio regionale richiama il referendum del 2017 e considera le quattro competenze approvate dal Governo soltanto l’inizio del percorso.

L’autonomia differenziata del Veneto entra nella fase parlamentare dopo l’approvazione governativa delle intese definitive. Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale, definisce il passaggio «storico» e chiede alle Camere di dare seguito alla volontà espressa dagli elettori veneti. Il percorso previsto dall’articolo 116 della Costituzione è illustrato nei documenti del Dipartimento per gli Affari regionali.

Le intese riguardano quattro ambiti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute con il coordinamento della finanza pubblica. Zaia le considera un primo risultato concreto e un modello da utilizzare per negoziare progressivamente altre competenze previste dal quadro costituzionale.

La presa di posizione segue il via libera annunciato dal Governo e si aggiunge alle reazioni politiche già raccolte dopo l’approvazione delle intese sull’autonomia differenziata. Per Zaia non si tratta di un punto d’arrivo, ma dell’apertura di una fase nuova.

Autonomia differenziata del Veneto, dal referendum del 2017 al voto parlamentare

Il presidente ricostruisce il cammino iniziato con la legge regionale sul referendum, approvata nel 2014, e con la sentenza della Corte costituzionale che nel 2015 riconobbe la legittimità della consultazione. Il 22 ottobre 2017 votarono oltre 2 milioni e 328 mila veneti e il 98,1 per cento dei partecipanti scelse il sì.

Nel febbraio 2018 furono firmate le prime pre-intese con il Governo. Sono poi seguiti confronti con esecutivi diversi, fino alla pre-intesa sottoscritta a Venezia con il ministro Roberto Calderoli e all’approvazione governativa delle intese definitive. Zaia ringrazia Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Calderoli e il presidente della Regione Alberto Stefani.

Secondo Zaia, l’autonomia non divide il Paese, ma punta ad attribuire responsabilità più precise e a rendere le istituzioni più vicine ai cittadini. Il passaggio parlamentare dovrà ora esaminare i provvedimenti e determinare tempi e condizioni dell’effettivo trasferimento delle funzioni.

Il presidente ricorda che il quadro costituzionale comprende 23 materie potenzialmente interessate dal percorso. Le prime quattro, nella sua lettura, devono quindi rappresentare una base per ulteriori negoziati. La prossima verifica politica sull’autonomia differenziata del Veneto sarà il confronto nelle Camere, chiamate a pronunciarsi sulle intese raggiunte.