
(Adnkronos) – Il dossier autovelox torna al centro del dibattito giuridico e politico. Dopo mesi di contenziosi e pronunce contrastanti, il tema dell’omologazione dei dispositivi di rilevazione della velocità sta producendo effetti concreti sulle sanzioni elevate in tutta Italia, con potenziali ricadute su migliaia di verbali. Il punto dirimente riguarda la distinzione tra “approvazione” e “omologazione”. Diverse sentenze, anche di legittimità, hanno chiarito che per la validità della multa non è sufficiente la mera approvazione tecnica del dispositivo ma è necessaria anche una formale omologazione secondo quanto previsto dal Codice della Strada e dai relativi decreti attuativi. In assenza di tale requisito, la sanzione può risultare annullabile su ricorso. Il Ministero dell’Interno e dei Trasporti ha pubblicato un censimento nazionale degli autovelox, imponendo agli enti locali l’obbligo di registrare i dispositivi attivi ma al contrario la Cassazione, usando l’ordinanza del 19 aprile 2024, richiama la distinzione fra i due procedimenti stabilendo che le sanzioni per eccesso di velocità rilevate con autovelox non omologati sono illegittime. Secondo i dati più recenti, su diverse migliaia di dispositivi presenti sul territorio nazionale, circa 11mila autovelox, solo 3.800 si sono registrati e quindi sono omologati. Una situazione che ha acceso un duro confronto tra amministrazioni locali, associazioni di consumatori e giuristi, con richieste in alcune città di sospensione immediata degli impianti non conformi. Per gli automobilisti si apre quindi una fase di maggiore attenzione procedurale. In caso di sanzione per eccesso di velocità, diventa ora strategico verificare: Il pagamento immediato della multa, com’è noto, equivale ad accettazione della sanzione e preclude la possibilità di ricorso, salvo casi particolari. L’alternativa per tutti resta il ricorso al Prefetto entro 60 giorni o al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica. Nei prossimi mesi il nodo dell’omologazione degli autovelox sarà determinante, sarà indispensabile creare un tavolo di confronto istituzionale per fare chiarezza e dare certezze giuridiche ai consumatori.
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