
Banca delle Terre Venete finanzia una borsa di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi ETS a sostegno di un progetto di oncologia pediatrica della ricercatrice trevigiana Elena Mariotto, con un investimento di 35mila euro e forti ricadute sul territorio.
C’è un filo che lega il territorio alla ricerca scientifica, fatto di responsabilità sociale e restituzione alla comunità. È su questa linea che si colloca l’impegno di Banca delle Terre Venete, istituto di credito del gruppo BCC Iccrea, che ha deliberato il finanziamento di una borsa di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi ETS a favore della ricercatrice trevigiana Elena Mariotto.
Banca delle Terre Venete sostiene la ricerca pediatrica: 35mila euro a Fondazione Veronesi per il progetto di Elena Mariotto
La borsa, del valore di 35mila euro, è stata assegnata attraverso l’annuale bando pubblico della Fondazione e consentirà alla giovane ricercatrice, nata a Conegliano, di proseguire per dodici mesi un progetto di oncologia pediatrica dedicato allo sviluppo di terapie sempre più efficaci per i bambini malati di tumore. Un investimento che nasce nel territorio e che nel territorio vuole produrre ricadute concrete, a beneficio delle famiglie e della comunità.
L’iniziativa è stata presentata nella sede di Fanzolo di Vedelago, alla presenza del direttore generale di Fondazione Veronesi Monica Ramaioli, della ricercatrice Elena Mariotto e dei vertici della banca: Gianfranco Sasso, presidente, e Pietro Pignata, vicepresidente vicario. Si tratta della prima collaborazione tra la Banca delle Terre Venete e la Fondazione Veronesi, segno di una volontà chiara di investire in progetti ad alto valore scientifico e sociale.
Il progetto di ricerca si svolgerà presso la Fondazione Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova e punta a sviluppare uno screening farmacologico personalizzato. L’obiettivo è individuare, direttamente sulle cellule tumorali dei pazienti, i farmaci più efficaci per i tumori pediatrici ad alto rischio o in recidiva, valutando nuove combinazioni terapeutiche, riducendo l’uso di chemioterapie ad alte dosi e limitando la comparsa di resistenze. Un approccio di medicina personalizzata che rappresenta una delle principali sfide dell’oncologia pediatrica contemporanea.
«Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che coniuga eccellenza scientifica e attenzione al territorio – ha dichiarato il presidente Gianfranco Sasso –. Crediamo nella responsabilità sociale d’impresa e riteniamo fondamentale investire in iniziative che generano valore concreto per le comunità e per il futuro dei giovani pazienti».
Sulla stessa linea il vicepresidente Pietro Pignata: «Il talento di una ricercatrice veneta impegnata in un ambito così delicato merita il massimo supporto. Questa borsa rappresenta un segnale chiaro del nostro impegno verso la salute, la ricerca e le persone del territorio».
Un concetto ribadito anche da Monica Ramaioli: «La collaborazione con Banca delle Terre Venete dimostra come il legame tra territorio, ricerca e responsabilità sociale possa generare un impatto reale e concreto a beneficio dei pazienti di oggi e di domani».



































