Bar Matteotti, dopo 18 anni chiude, ma nuova vita al Bistrot del tennis, in attesa della riqualificazione della piazza

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Bar Matteotti
Bar Matteotti

(Articolo da VicenzaPiù Viva n. 6, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Loris Azzolin, proprietario del locale dal 2006 tra musica, vino, arte e cultura, ora apre anche al tennis.

Il bar Matteotti di Vicenza ha festeggiato i 18 anni di attività. Purtroppo, è destinato a chiudere, così come ha chiuso, a fine 2023, il ristorante di pesce Massimo Gusto. Una zona, quella di piazza Matteotti, che perde due pezzi importanti da un punto di vista della socialità, soprattutto se, come sostengono alcune fonti vicine alla giunta attuale, si andrà finalmente a mettere le mani sull’ex Macello, trasformandolo in uno studentato, eliminando contestualmente anche il parcheggio e realizzando una grande zona pedonale con una piazza.
La zona ha un enorme potenziale estetico e culturale, anche di polo attrattivo per i giovani, considerando l’ostello della gioventù, il palazzo Chiericati, il teatro Olimpico, il patronato poco lontano e, appunto, il futuro studentato. Se la visione della giunta è quella di una città per i giovani, oltre a eventi, bar, locali, piste ciclabili, offerta culturale, andrà ridimensionata la questione affitti e potenziata la disponibilità di alloggi. Ma questa, come si dice, è un’altra storia; nel frattempo abbiamo intervistato il thienese Loris Azzolin, che ha preso, venendo dal tennis, ma anche da tutt’altro lavoro, quasi per caso, il bar nel 2006 e lo ha gestito fino ad oggi e che non mollerà, ma proseguirà con una nuova avventura. Il Matteotti è stato
trasformato da Loris Azzolin in un punto di riferimento culturale, con la creazione di iniziative quali Prosa e prosit, presentazioni di libri (circa un centinaio), letture di poesie, esposizioni di artisti, concerti di musicisti poco noti nel mainstream, soprattutto giovani, ma molto ricercati e talentuosi. Insomma una proposta non solo enogastronomica, ma raffinata anche dal punto di vista culturale.

Come sono stati questi 18 anni?

“Ho preso il bar nel 2006 e il locale si chiamava Pegasus. Prima ancora c’era il vecchio Crosara, il classico bar con le macchinette. Ho tenuto questo nome fino al 2014 e poi gli ho dato il nome che avevo sempre avuto in mente, cioè Matteotti. Sono sopravvissuto a tre grandi calamità – ci ha spiegato Loris – l’alluvione del 2010, che mi ha provocato circa 25 mila euro di danni, la legge Bersani, che con la liberalizzazione selvaggia ha fatto proliferare il numero di bar, inflazionando l’attività e aumentando la concorrenza e infine il Covid, che, oltre al danno economico, ha cambiato, secondo me, e in peggio, anche il modo di vivere la piazza da parte delle persone. Tanti uffici si sono spostati dal centro, e quindi ho perso clienti“.

bar matteotti
bar matteotti

Qualche aneddoto sulla clientela?

“Per esempio quella volta in cui 45 portoghesi arrivati a Vicenza, alle tre e mezza del pomeriggio, mi hanno chiesto qualcosa da mangiare, e in meno di un’ora, da solo, li ho serviti tutti» oppure di quando “all’una di notte un’intera orchestra si è presentata alla mia porta per cenare e io fino alle tre li ho fatti cenare, facendomi anche aiutare da loro stessi ad affettare e a servire in tavola“.

Com’era questa zona nel 2006?

Quando l’ho preso io c’era già qualche problemino. C’era già il parcheggio, c’era sempre un hotel, però con un altro nome, cioè hotel Giardini; dove ora c’è Signorvino c’era una banca e dove c’è il Bacaro della Pizza c’era un altro baretto. C’era anche l’ostello, che poi ha chiuso qualche anno dopo e ora ha riaperto. Da quando sono arrivato, quindi negli ultimi 18 anni, tutte le varie amministrazioni hanno sempre promesso la riqualificazione di piazza Matteotti, ma nessuno finora l’ha mai fatto, nemmeno dopo il Covid. Sinceramente sono un po’ deluso, mi aspettavo un po’ più di collaborazione da parte del Comune per rilanciare questa zona insieme agli esercenti. Se non altro la zona non è peggiorata, anzi è migliorata, ancora adesso ha un enorme potenziale, ma potrebbe essere stata valorizzata di più.

Hai sempre avuto chiaro in mente che tipo di locale volevi creare?

“Sono riuscito a far suonare qui molti artisti di cui sono molto orgoglioso, grazie anche alla collaborazione con il conservatorio, perché anche se non sono famosi nel mainstream, hanno collaborato con i più grandi artisti e sono molto bravi, come, per dirne uno, Pier Cortese.
Parlo anche di gente del calibro di Marco Iacampo, che con la chitarra fa cose straordinarie. Ho fatto suonare gente da Napoli, Palermo, Roma, Avellino. Ho creato un’offerta alternativa rispetto a quella di altri bar».

Una nuova vita con il tennis

Si chiude un capitolo, ma se ne riapre un altro, aggiungendo, oltre all’enogastronomia e alla cultura, un’altra grande passione, e quasi professione, di Loris, cioè il tennis. La sua intenzione, infatti, è quella di far rivivere il mood di raffinatezza culturale del Matteotti nel locale che andrà a gestire dopo, cioè il Bistrot del tennis, a poche centinaia di metri, cioè il bar del centro tennis Palladio, che ha già ospitato finora alcuni eventi, come il diciottesimo compleanno di VicenzaPiù lo scorso 26 febbraio. “Ho intenzione di ripristinare
l’iniziativa Prosa e prosit– conclude Loris – e spero di unire sport, bar, musica e cultura e ricreare un giro di clientela affezionata anche qui.