BEI e Banca Etica, altri 30 milioni per migranti, imprese femminili e aree fragili

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BEI e Banca Etica, Aldo Soldi e Gelsomina Vigliotti firmano l’accordo

La seconda tranche dell’accordo biennale punta a mobilitare credito per inclusione, imprenditoria femminile e territori con minore accesso ai finanziamenti.

BEI e Banca Etica hanno sottoscritto a Napoli una seconda tranche da 30 milioni di euro destinata all’economia sociale e alle aree fragili. L’operazione completa l’accordo quadro biennale da 60 milioni e mette a disposizione credito agevolato per rifugiati e richiedenti asilo, imprese guidate da donne e piccole e medie aziende delle regioni di coesione. La Banca europea per gli investimenti affianca così Banca Etica in un programma che stima oltre 165 milioni di euro mobilitati nell’economia reale.

Il contratto 2026-2028 segue la prima tranche, già interamente erogata. Secondo i dati comunicati dai due istituti, 9,125 milioni sono andati a dodici operazioni per rifugiati e migranti, 9,035 milioni a trenta iniziative di imprenditoria femminile e 9,440 milioni a trentatré interventi nelle regioni di coesione e nel Mezzogiorno. Altri 2,4 milioni hanno sostenuto tre PMI ad alto impatto sociale.

La firma si inserisce nel confronto sul ruolo del credito nell’economia sociale e nella riduzione delle disuguaglianze. Per ciascuna delle tre categorie prioritarie è previsto un obiettivo minimo del 30% delle risorse, mentre una quota residua fino al 10% potrà finanziare altre imprese attente all’impatto sociale e ambientale.

BEI e Banca Etica, i progetti finanziati e l’impatto nei territori

Tra i beneficiari della prima fase figurano cooperative sociali, imprese artigiane, aziende agricole sostenibili e attività impegnate nell’economia circolare. La cerimonia si è svolta nella sede napoletana di Arci Mediterraneo, organizzazione attiva nell’accoglienza, nella formazione e nell’inserimento lavorativo di persone migranti.

Aldo Soldi, presidente di Banca Etica, presenta il rinnovo come un riconoscimento della capacità dell’istituto di operare in settori meno serviti dai canali tradizionali. La vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti sottolinea invece il contributo dell’accordo alla riduzione delle disparità sociali e territoriali.

La nuova provvista non coincide automaticamente con i finanziamenti finali: saranno le istruttorie e i progetti effettivamente approvati a determinare la distribuzione delle risorse. Il bilancio della prima tranche offre però una base verificabile per valutare il programma, sia per numero di operazioni sia per destinazione del credito.