Beni confiscati alla mafia, Pretto (Lega): “Con la nuova direttiva europea salto qualità nel contrasto alla criminalità organizzata”

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Erik Pretto (lega) commissione antimafia
Il deputato della Lega Erik Pretto (il primo a sinistra) in Commissione antimafia

Il deputato vicentino della Lega Erik Pretto ha commentato positivamente l’approvazione all’unanimità in Commissione antimafia della relazione da lui presentata sulle proposte di adeguamento del codice antimafia alla nuova direttiva europea in materia di confische, che concretizza un importante salto di qualità nel panorama giurisprudenziale europeo: “Finalmente – sono le parole del deputato della Lega – si gettano le basi per un sistema europeo armonizzato nel contrasto patrimoniale alla criminalità economica, che recepisce istituti e concetti che hanno caratterizzato l’azione antimafia italiana a partire dalla legge Rognoni – La Torre“. Un provvedimento atteso da tempo anche in considerazione che, per stessa ammissione dell’Europa, la criminalità organizzata nel continente riesce ormai ad accumulare 139 miliardi di euro all’anno di ricchezze illecite. Ora, ha aggiunto Pretto, la nuova direttiva chiede all’Italia uno sforzo in più: “Nell’azione contro i patrimoni delle mafie dobbiamo essere non solo efficaci ma anche efficienti, a partire dalla fase di rintraccio dei beni da sequestrare sino a quella finale di destinazione per uso sociale”.

Secondo Pretto non è più ammissibile assistere a ritardi nelle procedure oppure a situazioni in cui immobili anche di pregio vengono lasciati deperire perché inutilizzati, senza presidio e vandalizzati: “Sappiamo che gli enti del terzo settore, compresi quelli dell’economia sociale, svolgono già uno straordinario lavoro in cui le Regioni e gli enti locali ricoprono un ruolo importante. Proprio le Regioni – ha concluso il deputato – potranno validamente contribuire al raggiungimento di quell’efficienza auspicata dalla direttiva, se saranno poste, come noi parlamentari della Lega chiediamo, nelle migliori condizioni per fungere da vere e proprie ‘cabine di regia’ territoriali, rappresentando il naturale punto di contatto per l’amministratore locale, sia del piccolo comune che della grande città”.