Biosapori a Vicenza riconosce il “Venetkens for Freedom Front” e non chiede Green pass “italiano: reazione e interrogazione di Ciro Asproso

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Da giorni – scrive Ciro Asproso, consigliere comunale di Coalizione Civica per Vicenza, nella nota di corredo ad un’interrogazione comunale che pubblichiamo – il caso Biosapori era al centro delle discussioni in chat per quella vetrofania delirante di “Venetkens For Freedom Front” sulla extra-territorialità veneta e la non assoggettabilità al fisco e alle istituzioni italiane.

Asproso e Coalizione Civica
Asproso e Coalizione Civica

In molti avevano pensato ad una sorta di serrata fiscale, e più di qualcuno si era ripromesso di boicottare l’esercizio commerciale. Ma essendo da tempo un cliente fidelizzato, io avevo obiettato che gli scontrini fiscali vengono sempre rilasciati con il massimo scrupolo e che forse, si trattava di un’iniziativa non riconducibile all’azienda in questione.
Evidentemente mi sbagliavo sulla involontarietà, ma se la vera ragione di quel cartello risiede nel rifiuto di adeguarsi alle norme anti-covid – come risulta da un articol del GdV – la questione non è certo meno grave.
A detta della titolare la volontà è quella di non discriminare nessuno, nemmeno chi non è in possesso del Green pass. Pur tuttavia, conoscendo la tipologia del negozio, il sospetto è che si tratti di un escamotage e che dietro il paravento di una battaglia “ideale” si nasconda un più prosaico calcolo commerciale.
In effetti, entrambi i due negozi Biosapori della città non dispongono di sufficiente spazio esterno da utilizzare come plateatico e gli avventori della tavola calda non possono far altro che consumare i pasti all’interno. Da qui la necessità di richiedere inderogabilmente l’esibizione del Green pass.
Considerato che questo genere di comportamenti illeciti, oltre a mettere a rischio la salute pubblica, rappresentano una forma di concorrenza sleale nei confronti di chi rispetta le regole
Si CHIEDE
1. Se il documento sostitutivo della Certificazione verde Covid-19 – consegnato da Biosapori ai clienti non vaccinati – sia da considerarsi illegale.
2. Se la polizia annonaria era sta informata del caso e se siano state intraprese delle iniziative di carattere sanzionatorio.

Ciro Asproso, consigliere comunale di Coalizione Civica per Vicenza

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