
Il segretario nazionale di Ora! interviene su bonus e agevolazioni sostenendo che mantengano sul mercato produttori meno efficienti e trasferiscano i costi su altri redditi e attività.
I sussidi all’agricoltura “danneggiano, non salvano”. È la posizione espressa su X da Michele Boldrin, economista e segretario nazionale di Ora!, in relazione alle misure della manovra dedicate al settore agricolo.
Boldrin parte dal rapporto tra prezzi di mercato e costi di produzione. Secondo la sua analisi, i produttori chiedono un sostegno pubblico quando il prezzo ottenuto sul mercato è inferiore ai costi sostenuti. Le risorse servirebbero così a coprire quella differenza.
Il quadro delle misure nazionali e degli interventi per il settore è pubblicato nei canali del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. La nota ricevuta riporta invece la valutazione politica ed economica formulata dal segretario di Ora!.
Sussidi all’agricoltura, l’argomentazione proposta da Boldrin
Per Boldrin, prezzi più bassi derivano dalla presenza di altri produttori capaci di realizzare beni equivalenti con costi inferiori e mantenendo un margine. Da questa premessa ricava la tesi secondo cui il sussidio non riduce i prezzi, ma li aumenta.
L’economista indica due meccanismi. Il primo passa dalla tassazione di altri redditi o produzioni, con un aumento del costo del lavoro e dei prezzi in altri settori. Il secondo consiste nel mantenere sul mercato aziende definite inefficienti, rallentando l’ingresso di produttori con costi inferiori.
Le affermazioni sulla maggiore o minore efficienza delle imprese e sugli effetti dei sostegni sono attribuite integralmente a Boldrin. La comunicazione non contiene una replica delle organizzazioni agricole né una quantificazione delle misure richiamate.
La discussione si collega al confronto sulla politica dei sostegni alle imprese agricole italiane. Sui sussidi all’agricoltura, Boldrin conclude che bonus e agevolazioni impediscano o rallentino la sostituzione dei produttori con costi più elevati.


























