
Legambiente e le associazioni firmatarie del Patto di Comunità per la bonifica del sito ex Miteni di Trissino esprimono soddisfazione dopo che la Regione Veneto, la Provincia di Vicenza e il Comune di Trissino hanno acconsentito a permettere a due rappresentanti del Patto di partecipare alla Conferenza di servizi relativa alla bonifica del sito ex-Miteni, come uditori, in pianta stabile.
Un segnale positivo che si è concretizzato questa mattina a Vicenza, con l’accesso alla Conferenza di servizi convocata dal Comune di Trissino nell’ambito della procedura di bonifica del sito contaminato da PFAS, da parte di due rappresentanti delle Associazioni riunite oggi in presidio proprio per ribadire la propria volontà di partecipare.
Un riconoscimento che le Associazioni accolgono con piacere perché dà atto l’impegno e premia la presenza in presidio delle comunità, ma che le stesse chiedono sia confermato formalmente e non resti una scelta estemporanea, dato che con motivazioni di carattere normativo il Comune di Trissino aveva comunicato proprio ieri il diniego formale alla partecipazione delle Associazioni riservandosi di sottoporre la richiesta alla Conferenza stessa e di valutare modalità idonee a garantire una più ampia informazione e considerazione degli interessi diffusi, nel rispetto dell’efficienza dei lavori.
“Comprendiamo i vincoli formali che regolano le Conferenze di servizi – dichiara Piergiorgio Boscagin di Legambiente Veneto – ma riteniamo che la partecipazione come uditori, senza diritto di intervento, di rappresentanti delle associazioni sia pienamente compatibile con l’interesse pubblico, soprattutto in un caso di rilevanza nazionale come quello dell’ex Miteni”.
“Il Patto di Comunità – prosegue Boscagin – nasce proprio per accompagnare il percorso di bonifica con monitoraggio civico, responsabilità condivisa e partecipazione consapevole, non per ostacolarlo. La presenza stabile di due rappresentanti delle associazioni firmatarie sarebbe un segnale importante di apertura e di fiducia reciproca. Ci soddisfa l’apertura odierna a partecipare ma ci auguriamo venga confermata e garantita anche per tutte le prossime convocazioni”.
Legambiente sottolinea come la richiesta avanzata non sia finalizzata a interferire con il procedimento amministrativo, ma a garantire trasparenza, informazione e ascolto verso una comunità che da oltre dieci anni convive con una delle più gravi contaminazioni ambientali del Paese. Un impegno assunto, confermato dall’apertura odierna, che le associazioni accolgono con attenzione e fiducia in attesa quindi che già dalle prossime Conferenze di servizi venga riconosciuta una partecipazione stabile e formale, seppur in forma di uditori, come previsto e richiesto dal Patto di Comunità.
Le decine di associazioni che hanno aderito al Patto di Comunità promosso da Legambiente, Libera, Azione Cattolica, Arci, Agesci e Acli – tra cui Mamme No PFAS, CGIL Veneto, ISDE Vicenza, Medicina Democratica, Zero Pfas, Italia Nostra Medio Basso Vicentino e Acqua bene comune di Vicenza – rappresentano migliaia di cittadine e cittadini direttamente coinvolti dagli effetti dell’inquinamento, che chiedono bonifiche rapide, tutela della salute e piena trasparenza sui processi decisionali.
“Solo attraverso il dialogo, la condivisione delle informazioni e il coinvolgimento della comunità – concludono Legambiente e le associazioni del Patto di Comunità – si può restituire credibilità alle istituzioni e dare finalmente risposte concrete a un territorio che attende giustizia ambientale. La presenza delle Associazioni riunite nel patto vuole essere di accompagnamento e responsabilità, non di contrapposizione: partecipazione e condivisione sono condizioni essenziali per arrivare finalmente a una risoluzione dell’inquinamento efficace e credibile. Soluzione che per quanto ci riguarda non può non ambire alla bonifica integrale dai PFAS”.








































