
Mattinata di protesta da parte dell‘Unione degli Universitari di Padova, Verona e Venezia e della Rete degli studenti medi del Veneto oggi davanti a palazzo Ferro Fini, durante il consiglio regionale, a causa dei circa 4000 studenti veneti che pur idonei non hanno ancora beneficiato della borsa di studio. Una situazione che si trascina da tempo e che non accenna a migliorare, come ha sottolineato la coordinatrice dell’UDU Verona Greta Leonardi: “Continuiamo a ricevere messaggi da parte di studentesse e studenti che chiedono quando verranno finalmente erogate le borse: l’incertezza è insostenibile e si traduce in conseguenze gravissime: c’è chi teme di essere escluso dalle residenze universitarie proprio a causa dei ritardi nei pagamenti.”
Marco Nimis coordinatore dell’UDU Padova ha ribadito che la Regione deve fornire garanzie: “Il diritto allo studio non è una concessione, ma un diritto costituzionalmente garantito, che deve essere finanziato integralmente e senza condizioni. Si continua a ripetere che i giovani sono il futuro del Veneto e a rivendicare l’eccellenza del nostro sistema universitario. Tuttavia, finché migliaia di idonei resteranno senza borsa, il Veneto continuerà a distinguersi negativamente, risultando tra le ultime regioni per erogazione delle borse di studio.”
Viola Carollo, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Veneto, sottolinea la contraddizione tra le parole che arrivano dalla Regione sul preoccuparsi del futuro di giovani e studenti e l’assenza di azioni concrete per tutelare questo futuro: “Non garantire le borse di studio per anni, nonostante tutte le proteste degli studenti è una presa in giro.” Se la regione non garantisce le borse di studio, è logico, aggiunge Carollo, che i giovani decidano di andare a studiare altrove: “Non chiediamo azioni impossibili, chiediamo solo di venire ascoltati e di poter avere una Regione dove possiamo restare.”
Conclude Angelica Morresi dell’UDU Venezia “Per essere davvero una regione per giovani, servono atti concreti: copertura totale delle borse di studio e tutela reale delle condizioni materiali di chi studia.”
Sambo, Trevisi e Bigon (Pd): “Diritto allo studio, servono risorse certe”
I consiglieri del Partito Democratico, Monica Sambo, vicepresidente della Sesta commissione, Gianpaolo Trevisi, che a riguardo ha presentato un’interrogazione, e Anna Maria Bigon hanno incontrato il presidio degli studenti universitari e hanno confermato che la situazione per chi frequenta gli atenei veneti non è semplice: “Mancano risorse per garantire le circa 4mila borse di studio a tutte e a tutti gli idonei, e per non penalizzare le studentesse e gli studenti internazionali. Il diritto allo studio non può dipendere, anno dopo anno, dall’incertezza dei finanziamenti, considerando che più di 2500 idonei non hanno ancora ricevuto la borsa del 2023/2024”.
Per questo, ha affermato Bigon, “Abbiamo chiesto e ottenuto che la Conferenza dei capigruppo ricevesse oggi stesso una delegazione delle studentesse e degli studenti per ascoltare nel dettaglio le criticità segnalate e portarle immediatamente all’attenzione degli organi competenti”.
Se uno studente ha i requisiti di merito e reddito per cui è idoneo a ricevere la borsa di studio, lasciarlo senza è un corto circuito che produce disuguaglianze e rinunce. “La Regione – ha ribadito Sambo – deve garantire copertura piena e programmazione, senza scaricare sulle famiglie il costo dell’accesso all’università.” La stessa tutela va assicurata anche per gli studenti internazionali, senza dimenticare, ha poi chiosato Trevisi, che il diritto di studio è libertà di scegliere, di costruire un futuro, di non essere bloccati dal reddito o dalla provenienza: “Servono risposte concrete e immediate: risorse aggiuntive e atti conseguenti perché nessuno resti indietro”.
Le consigliere Sambo e Bigon e il consigliere Trevisi hanno poi “iniziative in Consiglio regionale per ottenere in tempi rapidi un impegno formale della Giunta e uno stanziamento adeguato”, chiedendo anche “un confronto urgente con assessorato competente ed enti del diritto allo studio per mettere fine all’incertezza annuale sulle borse”.
Szumski (Resistere Veneto): “Situazione paradossale”
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Riccardo Szumski di Resistere Veneto, che a sua volta incontrato il presidio degli studenti universitari, e ha sollecitato risposte dalla Regione: “Appare paradossale che un sistema che si vuole efficiente e attento lasci scoperto studenti e studentesse che, evidentemente, hanno i requisiti per ricevere un supporto fondamentale per il proprio futuro. La Regione ha il dovere di garantire il diritto allo studio, come previsto dall’articolo 33 della Costituzione, e soprattutto di mantenere la tutela di questo diritto senza sbavature.” Szumski ha promesso l’appoggio di Resistere Veneto ad ogni iniziativa, dentro e fuori il Consiglio regionale che porti a “una soluzione per eliminare ogni incertezza sulla programmazione e gestione delle borse di studio.”




































