“BPVi. Bugie Popolari Vicentine”, il video della presentazione di Giovanni Coviello: le fake news della BPVi agli atti della Commissione di inchiesta sulle banche venete

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Pubblicato il 14 maggio alle 21.53, aggiornato il 16 alle 23.15 con video della prima parte della presentazione. Dopo Vicenza. La città sbancata, una selezione degli articoli di VicenzaPiù che fin dal 13 agosto 2010 mettevano in guardia dallo tsunami finaziario in arrivo i soci della Banca Popolare di Vicenza, due anni dopo e per un opportuno confronto tra come il nostro mezzo e Il Giornale di Vicenza abbiano raccontato gli antefatti e gli sviluppi della crisi della ora ex popolare, esce il libro dossier “BPVi. Bugie Popolari Vicentine” (lo trovi nelle migliori edicole e in librerie, presso la nostra sede di Vicenza Strada Marosticana 3 oppure clicca qui per acquistarlo online o vai su Amazon.it).

 

Il direttore di VicenzaPiù Giovanni Coviello ha raccolto una selezione significativa di quanto sullo stesso argomento e nello stesso quinquennio, dal 2010 al 2015, ha scritto il GdV e lo ha pubblicato come libro – dossier dopo che dal 13 aprile è agli atti ufficiali della Commissione regionale di inchiesta sulle banche venete, da cui Coviello, unico giornalista, nazionale e locale, è stato audito

Tra le presenze dell’affollata sala convegni di Apindustria Vicenza (da oggi, 16 maggio, pubblichiamo anche i video di tutte le fasi dell’evento), che ha ospitato la presentazione, c’erano da sottolineare in primis quelle di numerosi soci, intervistati prima e durante l’evento dall’inviato di La 7 (assente invece in blocco tutta la stampa locale cartacea, televisiva e web) e poi quelle di Patrizio Miatello, presidente dell’Associazione Ezzelino III da Onara, promotrice della legge sul Fondo di ristoro per le vittime di reati finanziari con le associazioni Unite per il fondo presenti in sala, oltre che tutte tramite Miatello, anche con i presidenti di Codacons Veneto, Adusbef e Confedercontribuenti. Ovviamente erano state invitate tutte indistintamente le associazioni, che, purtroppo, ora si sono divise in due filoni a danno dei soci.

Presente, poi, solo la Cgil Vicenza col suo segretario provinciale Giampaolo Zanni, ma assenti gli altri sindacati invitati e assenti tutti i politici nazionali, ovviamente tutti per “precedenti impegni” (visto che il 4 marzo è passato?), quelli regionali (meno Sergio Berlato che ha rinunciato a partecipare alla direzione nazionale odierna di Fratelli d’Italia e che portava i saluti della parlamentare Maria Cristina Caretta), provinciali (a parte Ennio Tosetto, PSI e candidato Vinova al comune di Vicenza di cui è consigliere uscente) e comunali c’erano a rapprentare ufficialmente Francesco Rucco (assente per la partecipazione ad un funerale), un folto gruppo di suoi candidati, tra cui Patrizia Barbieri e Simona Siotto, i candidati sindaci Leonardo Bano e Franca Equizi, alcuni rappresentanti di Potere al Popolo Vicenza, tra cui il candidato di riferimento Enrico Delle Femmine a nome del candidato sindaco Filippo Albertin coinvolto in un incidente, un “inviato” del candidato sindaco Andrea Maroso, bloccato da un impegno di lavoro… E del centrosinistra? Otello Dalla Rosa non si è fatto vivo ma in sala, c’erano il “sempre presente” Giovanni Rolando (candidato del Partito democratico) e Lucio Zaltron, candidato Vinova come il già nominato Ennio Tosetto (ci scusiamo per alcuni nomi non citati).

Era già pronto da un po’ – ha detto all’inizio il direttore Giovanni Coviello, affiancato al tavolo dalla signora Andrea, sì Andrea, in rappresentanza simbolica ma attiva di tutti i soci truffati), ma, dopo averne rinviato la pubblicazione anche perché le risorse di un giornale indipendente come il nostro sono, per forza di cose, quelle che sono, l’occasione non era più rinviabile dopo la mia audizione in commissione regionale di inchiesta a cui, su sua richiesta, ho consegnato il documento. La presentazione – ha da subito sottolineato Coviello – era aperta a tutti (come da annunci su web e facebook, e, inoltre, sono stati da me personalmente invitati, oltre a tutta la stampa, assente in blocco (a parte La 7), e oltre a tutti i candidati anche il sindaco e presidente della provincia di Vicenza, gli assessori e i politici vicentini cittadini, provinciali, regionali (a partire da Luca Zaia) e nazionali (a partire da Daniela Sbrollini e Pierantonio Zanettin), oltre a vari altri esponenti veneti, per cui se oggi qualcuno non c’è, non c’è per impegni o per scelte personali, non certo perché non lo sapesse” nonostante la stampa nulla abbia detto dell’evento.

Ma per cosa sta Bugie Popolari Vicentine? Come ha spiegato il direttore di VicenzaPiù, quello presentato oggi è un dossier composto da una serie di titolil sommari, occhielli ed estratti di articoli pubblicati dal Giornale di Vicenza riguardo i fatti legati a Banca Popolare di Vicenza. Come scrive Coviello, questi articoli vogliono riassumere “come la stampa di sistema informò per anni i risparmiatori, non sciocchi creduloni ma persone che hanno deciso sulla base di fake news diffuse dalla BPVi tramite l’informazione tradizionale locale, questa sì ingenua“.

Una raccolta di articoli che completa il cerchio con quella presentata due anni fa: Vicenza. La città sbancata, che contiene invece articoli che, dal 13 agosto 2010 in poi, sono stati pubblicati da VicenzaPiù riguardo le vicende su BPVi. “Quegli articoli” ha ricordato Coviello, “scritti per il 90% da me e i restanti da miei collaboratori interni ed esterni, sono stati pubblicati prima che la realtà riguardante BPVi emergesse in tutta la sua drammaticità e che apparisse finalmente su certa stampa locale, e sia pure con un ancora deferente… rispetto per gli ex vertici“.
Per Vicenza. La città sbancata Coviello ha ricevuto una richiesta di audizione presso la Commissione d’inchiesta, che si è tenuta lo scorso 13 aprile. Spiega: “In commissione ho presentato anche questo dossier, composto da articoli del GdV, che ho raccolto per mostrare come la stampa di sistema vicentina ha raccontato ai risparmiatori i fatti accaduti“. In sintesi, quella che si presenta con BPVi. Bugie Popolari Vicentine è la cronaca della crisi degli ex istituti bancari del Veneto vista dal GdV ben diversamente da quella “vista e raccontata da noi” (VicenzaPiù). Riguardo la presentazione stessa del libro Coviello ha ricordato che “nel 2016 Elena Donazzan cercò di impedire la presentazione di Vicenza. La città sbancata perché, disse, ‘il libro era una operazione commerciale’. La pubblicazione di questo secondo libro è stata preceduta da minacce e pressioni addirittura sulla Commissione di inchiesta regionale perchè, come è stato verbalizzato su richiesta del segretario Berlato, l’audizione fosse addirittura cancellata! Ma di tutto questo scriviamo nella prefazione al libro…“.
Ciò che è stato riportato in questi anni da VicenzaPiù fa parte senza dubbio di un tema bollente che interessa gli oltre 118.000 soci che si sono sentiti truffati, ma BPVi. Bugie Popolari Vicentine può risultare significativo per un numero ancor più alto di cittadini. Come ha affermato Miatello “il libro evienzia la responsabilità dei media riguardo la truffa che Banca Popolare di Vicenza ha perpetrato ai danni dei risparmiatori“.

Come scrive il direttore di VicenzaPiù nella presentazione del libro, il dossier, depositato agli atti della Commissione d’inchiesta, si compone di “un’ampia scelta di articoli (con titoli, sommari, occhielli ed estratti) pubblicati nello stesso periodo [degli articoli di VicenzaPiù raccolti in Vicenza. La città sbancata] dal Giornale di Vicenza, il quotidiano locale per antonomasia, di proprietà di Confindustria Vicenza diretto all’epoca da Ario Gervasutti con Giuseppe Zigliotto, il presidente dell’associazione datoriale, membro del Cda di BPVi dal 2003, ora imputato con Gianni Zonin & co. nel processo in corso, e ai tempi ufficialmente incaricato di tenere i rapporti col direttore“.
In conclusione BPVi. Bugie Popolari Vicentine, presentato oggi, interesserà di certo i risparmiatori colpiti dal crac di Banca Popolare di Vicenza, proponendo una lettura priva di commenti, ma utile a capire “l’ambito complesso e pericoloso di chi vuole fare informazione libera e indipendente“.