
Dal 3 al 6 marzo 2026 Mamme No PFAS, insieme alla Rete Zero PFAS Italia, partecipano allo Stop PFAS Forum presso l’European Environmental Bureau di Bruxelles. Incontri con europarlamentari per chiedere l’azzeramento della produzione e un cambio radicale delle politiche chimiche europee.
Mamme No PFAS allo Stop PFAS Forum a Bruxelles
Sono le Mamme No PFAS, insieme alla Rete Zero PFAS Italia, a portare a Bruxelles la richiesta di uno stop definitivo alla produzione delle sostanze perfluoroalchiliche. Da oggi al 6 marzo partecipano allo Stop PFAS Forum ospitato presso l’European Environmental Bureau (EEB), con un programma fitto di incontri istituzionali con europarlamentari ed eurodeputati.
L’obiettivo è chiaro: chiedere un cambio di passo radicale nelle politiche chimiche europee e l’applicazione concreta del principio di precauzione. Il documento che accompagna la partecipazione al Forum, elaborato proprio dalle Mamme No PFAS, ribadisce la necessità di fermare la produzione di molecole che, secondo i promotori, superano ormai le 10.000 unità e si accumulano in ambiente e organismi viventi a causa della loro estrema persistenza.
Le attiviste sottolineano come, una volta immesse sul mercato, molte di queste sostanze entrino in aria, acqua e suolo, rendendo complessa e costosa ogni successiva bonifica. Per questo chiedono che non si attendano danni evidenti prima di intervenire, ma che venga rafforzata la valutazione preventiva delle sostanze chimiche, con un onere della prova chiaro a carico dei produttori.
Nel documento si evidenzia anche la necessità di disporre di standard analitici adeguati per misurare realmente la presenza dei PFAS nell’ambiente e nel sangue umano, nonché di garantire trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera produttiva. Tra le proposte figurano inoltre l’etichettatura obbligatoria dei prodotti contenenti PFAS, la responsabilità economica per i costi ambientali e sanitari e il sostegno alla riconversione industriale verso processi di chimica verde.
Particolare attenzione viene riservata ai bambini, considerati una popolazione vulnerabile perché l’esposizione può iniziare già durante la gravidanza e proseguire nei primi anni di vita, con potenziali effetti a lungo termine.
Nei quattro giorni di lavori a Bruxelles, Mamme No PFAS e la Rete Zero PFAS Italia incontreranno rappresentanti delle istituzioni europee per sollecitare una revisione profonda delle normative e per sostenere la richiesta di “Zero PFAS” come obiettivo strategico dell’Unione. Un confronto che si inserisce in un momento cruciale per le politiche ambientali europee e che punta a trasformare le istanze dei territori colpiti dall’inquinamento in una battaglia condivisa a livello comunitario.

































