La caccia in Veneto vive un momento particolarmente delicato con anche strascichi in aule di tribunale e proteste di piazza.

Questa mattina era prevista una manifestazione a Venezia animata dalle principali sigle del settore e, come annunciato nei giorni scorsi, una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta in Regione, dall’assessore regionale alla Caccia, Cristiano Corazzari.

Dopo aver congedato i rappresentanti delle associazioni venatorie ha detto: “Faremo tutto il possibile per difendere il nostro calendario venatorio in tutte le sedi e allo stesso tempo metteremo in atto ogni azione possibile per dare continuità all’attività venatoria.

Apprezziamo l’approccio collaborativo da parte delle associazioni – ha aggiunto Corazzari, come Regione stiamo facendo il possibile per preservare il nostro calendario venatorio, abbiamo anche presentato appello al Consiglio di Stato contro la sospensiva decisa dal Tar, ma è stato rigettato – aggiunge Corazzari –.

Dobbiamo fare i conti con una giurisprudenza del Tar che si sta consolidando e che considera il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale come obbligatorio e vincolante, quando invece la legge lo indica come consultivo.

Come Regione abbiamo fornito accurate motivazioni a sostegno del nostro calendario, ma non sono state prese in considerazione, per questo siamo molto delusi dalla decisione dei giudici amministrativi.

Ciò posto – conclude Corazzari – sarà fondamentale per il futuro della caccia porre all’attenzione del governo nazionale entrante il tema di una profonda riforma dell’Ispra al fine di arrivare ad una reale collaborazione con le Regioni nella stesura dei pareri”.

Alle dichiarazioni dell’assessore regionale fanno da contraltare quelle di Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito democratico.

“E’ gravissimo – ha detto – che la Regione sperperi i soldi dei cittadini per queste assurde e perdenti battaglie legali. Se vuole evitare ricorsi e blocchi della caccia, rispetti le leggi e le norme di tutela degli animali selvatici dell’Unione Europea, approvando un calendario venatorio che segua il parere tecnico reso dall’Ispra.

In particolare – spiega il consigliere – il Tar ha bloccato fino al 1° ottobre la caccia agli uccelli di ben 19 specie, ma soprattutto ha bloccato la possibilità di cacciare una quarta e quinta giornata settimanale, nei mesi di ottobre e novembre, agli uccelli migratori, in aggiunta alle tre giornate settimanali previste dalla legge, che di fatto, si tratta di un taglio di ben venti giorni di caccia.

Il Consiglio di Stato, – sottolinea Zanoni – nel dispositivo di rigetto dell’appello della Regione ha citato la Costituzione Italiana ‘nel bilanciamento tra gli interessi coinvolti, deve ritenersi prevalente quello costituzionalmente rilevante alla tutela dell’ambiente nel rispetto del principio di precauzione’ che da pochi mesi prevede anche la tutela di ambiente e biodiversità.

Una vittoria della legalità – conclude il consigliere dem – che ripristina il rispetto delle norme statali e comunitarie salvando centinaia di migliaia di uccelli attualmente in migrazione e in grave difficoltà a causa di siccità, eventi meteo estremi, agricoltura intensiva ad alto utilizzo di pesticidi e consumo di suolo. Chissà se i cacciatori, dopo la manifestazione di Venezia di oggi, promossa dall’esponente di Fratelli d’Italia, Sergio Berlato proseguiranno con il manifestare a Roma”.