
(Adnkronos) – “A volte pensiamo alla compravendita dell’usato come a qualcosa di hobbistico, che si fa così per passione, nel tempo libero. In realtà, è una industry che lo scorso anno ha generato un valore superiore ai 27 miliardi di euro. Stiamo parlando dell’1-2% del Pil, circa, e che è stata messa in atto dal 65% degli italiani. Quindi, oltre la metà della popolazione ha comprato o venduto qualcosa di usato nell’ultimo anno e, per la maggior parte di loro, l’usato è la prima scelta di acquisto, quindi è una scelta consapevole, non un ripiego, non qualcosa che si fa nel tempo libero. Il nostro business è un po’ circolare per natura perché allunghiamo la vita di un bene, allontaniamo i tempi e i conseguenti costi della dismissione in discarica e, allo stesso tempo, evitiamo potenzialmente la produzione del corrispettivo bene nuovo. Lo scorso anno sono stati venduti circa 15 milioni di beni attraverso Subito, che hanno portato a un risparmio potenziale in termini di Co2 non emessa in atmosfera di circa 518mila tonnellate di Co2: è la Co2 che assorbono 23 milioni di alberi in un anno. Sono 73 volte gli alberi che ci sono sulle strade romane”. Lo afferma Silvia Campanella, Head of Communications & Sustainability Subito, partecipando al panel su ‘Decarbonizzazione, economia circolare e territorio’, nel corso di Adnkronos Q&A dal titolo ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, oggi a Palazzo dell’Informazione di Roma.
“La parte dei motori – continua Campanella – è uno dei settori più importanti, anche proprio in termini di numerosità di compravendite: solo su Subito viene venduta un’auto ogni 3 minuti: per ogni auto nuova nel nostro Paese, ne vengono vendute due usate. È complesso misurare l’impatto ambientale dell’auto, ma siamo riusciti a pesare quello degli accessori auto e moto. Sono particolarmente interessanti perché sono una delle categorie più vivaci in piattaforma. Soltanto in questa categoria abbiamo venduto quasi 2 milioni di oggetti lo scorso anno e siamo riusciti a pesare ogni singola compravendita, chiaramente come stima. Parliamo comunque di 8 kg di Co2 risparmiata da singola compravendita, che diventano 13mila tonnellate di Co2 se pensiamo a tutto quello che è transitato su Subito, che corrisponde alla Co2 che viene emessa dal consumo energetico di 15mila famiglie italiane”.
“Questi risultati – sottolinea Campanella – non sono frutto di una rinuncia, ma di una scelta consapevole, di una scelta che magari ha delle motivazioni etiche e anche tanto economiche, che però porta a un beneficio concreto. La cosa interessante che vediamo sia dalle nostre ricerche che dalla piattaforma è il cambiamento del comportamento: non è solo una scelta consapevole rispetto all’usato, c’è anche un cambio delle motivazioni e dei valori collegati a questa attività. Fino a un paio di anni fa, la sostenibilità era un valore molto forte, proprio in termini etici – puntualizza – e ora è intesa come sostenibilità economica. Grazie alla compravendita dell’usato posso: risparmiare un 44% rispetto al nuovo, secondo stime Doxa; guadagnare, perché vendendo integro le mie entrate con un impatto del 59% sul bilancio familiare; e, infine, c’è un impatto sociale perché il valore prodotto viene poi rimesso in circolo nel nostro Paese. Subito è solo in Italia – conclude – e ovviamente c’è la parte ambientale che rimane importante, soprattutto per alcuni target, come ad esempio i più giovani, ma anche dei boomer: le due fasce estreme della popolazione sono quelle che sono più attaccate a questo tipo di valori”.
—
economia
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
































