
Unire comunità, storia e cultura. È con questo spirito che il Gruppo Alpini di Campedello ha promosso in queste settimane un percorso di conoscenza del territorio, intrecciando dimensione storica, ambientale e artistica. L’iniziativa, realizzata con il contributo comunale “Estate nei quartieri 2025” e con la collaborazione del conte Nicolò Valmarana, ha avuto come fulcro uno dei simboli universali di Vicenza: Villa La Rotonda, capolavoro assoluto di Andrea Palladio.

Per molti abitanti del quartiere è stata la prima occasione per ammirare da vicino l’edificio cinquecentesco, Patrimonio Unesco dal 1994, celebre per la sua pianta centrale a croce greca e le quattro facciate identiche con portici monumentali. Un’architettura che nei secoli ha ispirato ville e palazzi in tutta Europa e perfino negli Stati Uniti, dalla Casa Bianca a Monticello, la residenza di Thomas Jefferson. La Rotonda rimane uno degli esempi più alti di equilibrio tra forma architettonica e paesaggio naturale circostante.
«Abbiamo voluto proporre un’iniziativa che non fosse solo di svago, ma che permettesse di scoprire le bellezze del nostro territorio e di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità», sottolinea il segretario del Gruppo Alpini di Campedello. «Il riscontro dei partecipanti è stato molto positivo: in tanti hanno vissuto per la prima volta l’emozione di vedere dal vivo La Rotonda, incastonata nella storia vicentina del ’500».
L’iniziativa conferma anche il ruolo degli Alpini come presidio di socialità, solidarietà e cultura, capaci di andare oltre le tradizionali attività di volontariato e di protezione civile per farsi promotori di conoscenza e valorizzazione dei luoghi.
Un segno, dunque, di come la vita di quartiere possa diventare occasione per scoprire o riscoprire il patrimonio culturale che Vicenza custodisce. E un esempio di collaborazione virtuosa tra istituzioni, comunità locali e privati, capace di rendere accessibile a tutti un bene che appartiene non solo ai vicentini, ma al mondo intero.