
È stata denominata “Operazione Marshall”, l’attività dei Carabinieri di Vicenza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia, scattata alle prime ore di oggi, martedì 18 novembre 2025, e che ha portato all’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cittadini di nazionalità nigeriana, di età compresa tra i 25 e i 57 anni, gravemente indiziati di appartenere a un sodalizio criminale transnazionale dedito al traffico di cocaina ed eroina con base operativa nel capoluogo berico.
L’organizzazione era strutturata per assicurare un costante approvvigionamento e una capillare distribuzione della droga e per assicurare la distribuzione capillare dello stupefacente nelle principali piazze di spaccio di Vicenza e della provincia, oltre che in altre piazze di spaccio di tutta la regione Veneto e della limitrofa Lombardia.
Il canale di rifornimento, rimasto invariato per l’intero arco temporale dell’indagine, è risultato collocato nei Paesi Bassi, mentre la gestione dei contatti e degli accordi per l’invio dello stupefacente in Italia era affidata al capo del sodalizio, che è stato identificato.
L’importazione della droga dai Paesi Bassi verso l’Italia avveniva attraverso corrieri ovulatori (“body packer”). Questi raggiungevano il territorio nazionale transitando dalla Francia e attraversando la frontiera di Ventimiglia a bordo di treni passeggeri.
Lo schema operativo si ripeteva con cadenza pressoché settimanale: ogni corriere trasportava circa 1 chilogrammo di sostanza stupefacente, suddiviso in ovuli termosaldati del peso di circa 11 grammi ciascuno. Su ogni ovulo era impressa, con pennarello, una sigla identificativa dell’acquirente finale, elemento che ha permesso di tracciare la rete di distribuzione locale.
Le indagini, protrattesi per quasi due anni, hanno permesso di definire l’esistenza di un’organizzazione criminale strutturata su più livelli, con ruoli chiaramente delineati. Questi andavano dal fornitore con base nei Paesi Bassi al promotore in Italia, responsabile della direzione e del coordinamento, fino alla rete di corrieri ovulatori e a un gruppo di distributori locali incaricato del confezionamento e dello spaccio al dettaglio.
Le attività tecniche dell’Operazione Marshall hanno consentito di documentare numerosi episodi significativi, tra cui l’arresto di una 34enne alla stazione ferroviaria di Padova, sorpresa con 1,1 kg di cocaina occultati nel reggiseno, e il fermo di un corriere alla stazione di Vicenza con 20 ovuli di cocaina, di cui 18 ingeriti. Un altro intervento a Camponogara ha portato al sequestro di 46 ovuli di cocaina che gli indagati avevano tentato di gettare nello scarico.
Nel corso delle indagini è stato inoltre possibile decodificare il linguaggio criptico utilizzato dagli indagati nelle comunicazioni. Il termine “TOP” era riferito alla cocaina, “SPA” all’eroina, “Pantaloncino” alle dosi da 5 grammi e “Fogli di caramelle” al denaro contante. Il sequestro di quaderni contabili manoscritti ha documentato incassi giornalieri e movimentazioni di denaro riconducibili a un ingente giro d’affari, con pagamenti effettuati tramite bonifici internazionali verso conti correnti nigeriani per importi di decine di migliaia di euro.
Il Gip del Tribunale di Venezia ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti i venti indagati, evidenziando la “pericolosa professionalità” del gruppo e il concreto rischio di fuga. L’Operazione “Marshall” rappresenta un importante risultato nel contrasto al narcotraffico internazionale.



































