Caregiver e cure palliative, Valdegamberi (Lega-LV) rideposita suo Disegno di legge del 2023: “Ambiti strettamente connessi”

Toccato anche il tema del fine vita: "Il potenziamento delle cure palliative rappresenta una risposta culturale e sanitaria alle scorciatoie dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito"

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Valdegamberi caregiver
Il consigliere di Lega-Liga Veneta Stefano Valdegamberi

Anch’io nel 2023 ho presentato un disegno di legge sui caregiver, e ora lo ripropongo: il consigliere regionale della Lega-Liga Veneta Stefano Valdegamberi interviene su quanto dichiarato dal presidente Stefani nel presentare il programma di governo, in particolare riguardo l’intenzione di esaminare il progetto normativo sui caregiver del Pd. “Accolgo con favore – dice Valdegamberi – la decisione del Presidente della Regione di indicare come primo provvedimento da esaminare il Disegno di legge sui caregiver presentato dal Partito Democratico: un segnale positivo di collaborazione istituzionale su un tema di grande rilevanza sociale. Ritengo, tuttavia, doveroso ricordare che dal 2023 giace in Commissione un disegno di legge analogo, presentato dal sottoscritto come primo firmatario insieme ad altri due consiglieri della Lega, che ho provveduto oggi a ridepositare”.

Valdegamberi precisa che il suo progetto di legge affronta non solo il tema dei caregiver ma anche quello delle cure palliative, definendoli due ambiti distinti ma strettamente connessi. “Il testo – spiega il consigliere di Lega-Liga Veneta – prevede l’istituzione di un registro regionale e una serie di interventi a sostegno di chi presta assistenza continuativa alle persone non autosufficienti.” Oltre a questo, continua, “la proposta interviene sul rafforzamento delle cure palliative e delle terapie del dolore, promuovendo una medicina che accompagni dignitosamente la persona nella fase finale della vita, evitando l’accanimento terapeutico e senza mai provocare la morte”.

Una questione che va naturalmente a toccare il delicatissimo e complesso tema del fine vita, rispetto al quale, sostiene Valdegamberi: “Il potenziamento delle cure palliative rappresenta una risposta culturale e sanitaria alle scorciatoie dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito. È infatti prioritario garantire un’adeguata assistenza non solo alla persona che soffre, ma anche alla sua famiglia, nella consapevolezza che, in molti casi, il ricorso a tali pratiche è conseguenza della mancata disponibilità di cure palliative e di un’efficace terapia del dolore”.