
«Una speculazione vergognosa, che devasta la vita degli studenti e delle famiglie». È durissimo il giudizio della Federazione vicentina di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti contro il caro affitti, un fenomeno che – denunciano – a Vicenza come in tutta Italia «trasforma il diritto allo studio in privilegio per pochi».
Secondo i promotori dell’iniziativa politica, con canoni che arrivano a 300-450 euro per un posto letto, «siamo davanti a una guerra di classe vinta dai padroni della rendita». Nel mirino finiscono le scelte di Regione, Stato e Comune: «La Regione Veneto ha abbandonato da anni ogni progetto serio di edilizia per studenti, lasciando marcire strutture come lo studentato di San Silvestro. Lo Stato taglia risorse al diritto allo studio, mentre il sindaco Possamai resta a guardare senza disturbare i padroni del mattone».
Il documento contro il caro affitti elenca anche le soluzioni immediate: blocco degli affitti e introduzione di canoni calmierati, requisizione degli immobili sfitti di privati e banche per destinarli ad alloggi studenteschi e popolari, aumento straordinario dei fondi per il diritto allo studio, costruzione di residenze universitarie pubbliche. «Non veniteci a raccontare che non si può fare: si può, ma bisogna decidere da che parte stare – attaccano –. O con studenti e famiglie, oppure con chi fa profitti sulla loro pelle».
Per Rifondazione Comunista si tratta di «lotta sociale e di classe», una battaglia per difendere il diritto allo studio e impedire che l’università diventi «il club esclusivo dei ricchi». La segreteria provinciale e i Giovani Comunisti annunciano la loro presenza nelle piazze e nelle assemblee studentesche: «Non ci fermeremo finché casa e studio non saranno garantiti a tutte e tutti. Avanti con la lotta di classe».