Cartabia alla Giustizia, Zanettin (FI): “persona di valore e di cultura, prima grana sarà prescrizione”

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Pierantonio Zanettin in aula alla Camera
Pierantonio Zanettin in aula alla Camera

Alla fine Mario Draghi ha sciolto le riserve presentando la lista dei ministri e svelando quanti sono i politici, quanti i tecnici, e quale peso viene dato ai rispettivi partiti. Viene introdotto un ministero dedicato alla Disabilità, presieduto dalla leghista vicentina Erika Stefani, già ministro delle Autonomie nel Conte I. Un dicastero sicuramente delicato in quanto gestisce un tema spesso divisivo tra politica e magistratura, e il caso Palamara con annesso libro-intervista di Sallusti è ancora lì a dimostrarcelo, è quello della Giustizia, dove al posto di Alfonso Bonafede, che, abbiamo letto negli ultimi tempi, inseguiva Renzi in bagno quando era sindaco di Firenze, è stata nominata una figura molto più istituzionale come Marta Cartabia, prima donna presidente della Corte Costituzionale, seconda donna guardasigilli dopo Paola Severino (governo Monti).

Abbiamo chiesto un commento sulla nomina di Cartabia e sulle prospettive del tema giustizia al deputato vicentino di Forza Italia Pierantonio Zanettin, ex membro laico del Csm, molto critico, come abbiamo spesso riportato, nei confronti dell'operato dell'ex ministro Bonafede.

"Intanto faccio i complimenti e sono contento per Erika Stefani - ci dice Zanettin - poi per quanto riguarda la giustizia il primo tema è la prescrizione. Italia Viva, Azione e Forza Italia hanno presentato degli emendamenti inseriti nel Milleproroghe in attesa che vengano inserite le nuove norme penali, per 'congelare' la riforma voluta da Bonafede. La prima grana per Cartabia sarà proprio la prescrizione perché nella maggioranza c'è ancora il Movimento 5 Stelle il quale condivide la linea espressa dall'ex ministro Bonafede, ma che invece non è quella del centrodestra e di altri partiti come Italia Viva e Azione. In settimana il nuovo governo dovrà dare un parere su questo argomento".

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