Carte d’identità manomesse a Vicenza, nove denunce per i microchip rimossi e riutilizzati

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microchip rimossi dalle carte d’identità

Dall’inizio dell’anno la Polizia locale ha accertato nove documenti elettronici privati del chip. L’ultimo caso è emerso allo sportello di piazza Biade.

Sono nove le denunce scattate a Vicenza per i microchip rimossi dalle carte d’identità. Le persone trovate in possesso dei documenti manomessi sono state denunciate dalla Polizia locale per contraffazione della carta d’identità. L’amministrazione ha pubblicato i dettagli sul sito del Comune di Vicenza.

L’ultimo episodio è stato accertato il 6 ottobre all’ufficio anagrafe di piazza Biade. Un cittadino si è presentato per chiedere una nuova carta d’identità, dichiarando che il documento in suo possesso si era deteriorato. Quando la carta è stata consegnata allo sportello, il personale ha notato l’assenza del microchip e ha richiesto l’intervento della Polizia locale. Il controllo si è concluso con la denuncia. Su ViPiù sono disponibili anche altri aggiornamenti sui servizi comunali e sull’anagrafe di Vicenza.

Secondo quanto riferito dagli agenti, anche in quest’ultimo caso il taglio era molto preciso e difficilmente compatibile con il normale deterioramento della tessera. La stessa caratteristica era stata osservata negli altri episodi rilevati nel corso dell’anno. La modalità di asportazione fa ipotizzare che il componente possa essere stato rimosso per un possibile riutilizzo illecito.

Microchip rimossi dalle carte d’identità, quali rischi comporta la manomissione

Il chip della carta d’identità elettronica contiene i dati necessari all’autenticazione del titolare e consente di accedere ai servizi digitali abilitati. Se viene rimosso, il documento perde funzioni essenziali e non può più essere usato correttamente come carta elettronica.

La Polizia locale richiama inoltre il rischio che un microchip integro venga impiegato nella costruzione di un altro documento contraffatto, rendendolo più credibile e favorendo possibili furti d’identità. Per questo l’assenza del componente non viene trattata come una semplice usura quando il taglio presenta caratteristiche incompatibili con un danno accidentale.

I nove casi accertati a Vicenza dall’inizio del 2026 mostrano un andamento che gli uffici stanno seguendo con attenzione. Chi possiede una carta danneggiata deve rivolgersi all’anagrafe senza intervenire sulla tessera: la rimozione volontaria del chip può determinare accertamenti e responsabilità penali.