Casa, da Salvini la norma per condonare le piccole irregolarità

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Casa: il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato ieri una norma per sanare le piccole irregolarità edilizie. L’occasione per l’annuncio è stato fornito da una riunione del tavolo tecnico al cospetto di cinquanta tra associazioni di categoria ed enti del settore. Secondo quanto appreso, il ministero la varerebbe in tempi rapidi, prima dell’estate.

Alla notizia le principali testate nazionali hanno dato risalto e c’è chi, come ad esempio Il Fatto Quotidiano, non ha avuto problemi a parlare (e titolare, ndr) di “Nuovo condono edilizio” aggiungendo che “riguarderà l’80% delle case italiane”, dal momento che “secondo una stima del Consiglio nazionale degli ingegneri, quasi 8 abitazioni su 10 presentano problematiche di questo tipo”.

“Non conosco la norma e non sono in grado di esprimere un giudizio. Ho letto il comunicato del Mit, se si tratta di sanare piccole difformità, tipo alzare un tramezzo per fare due stanze, se è questo, è ragionevole”, ha commentato la premier Giorgia Meloni.

Molte le interpretazioni della mossa sulla casa in chiave elettorale da parte del leader della Lega e vicepremier. Su tutte, quella de La Repubblica che apre l’edizione odierna con il titolo: “Il contropiede di Salvini“, per sottolineare come le intenzioni del leghista siano di accontentare una grande mole di elettori.

Valentina Conte scrive: “Un decreto ‘Salva Casa’, detto anche ‘Pace edilizia’, da varare entro aprile, al massimo metà maggio. O un emendamento al decreto Superbonus. Eccola la sorpresa elettorale del vicepremier Matteo Salvini, a ridosso delle europee di giugno. Sanare le «lievi difformità» o le «irregolarità strutturali» che «interessano l’80% del patrimonio immobiliare italiano» – dato fornito a Salvini dal Consiglio nazionale degli ingegneri – e «bloccano le compravendite»”.

L’edizione odierna de Il Sole 24 Ore allarga in qualche modo la prospettiva alla complessiva normativa di settore ricordando come la legge urbanistica risalga al 1942 e necessiterebbe di una riforma. Poi scende nel dettaglio.

I tecnici del ministero di Porta Pia lavorano per mettere mano a tre tipologie di difformità lievi: lo stato legittimo, le tolleranze costruttive e la doppia conformità. La regolarizzazione, naturalmente, non sarà a costo zero. Sulla stima del gettito le bocche sono cucite ma l’ipotesi allo studio è di un versamento direttamente proporzionale alla violazione”.

Il quotidiano economico raccoglie inoltre le reazioni delle associazioni di categoria. “A partire dai costruttori di Ance che per bocca del vicepresidente Stefano Betti salutano positivamente la novità. «Si tratta di un primo piccolo intervento, comunque molto apprezzabile, perché risolve intanto alcuni problemi specifici che investono larghissima parte del parco immobiliare», ha spiegato. Il tema per i costruttori è centrale perché investe l’urbanistica e la rigenerazione urbana. «La questione è molto più ampia – prosegue Betti – e va affrontata attraverso una gestione organica degli strumenti urbanistici ed edilizi che sono vigenti in Italia da oltre 70 anni e che hanno necessità e assoluta urgenza di essere riformati e riscritti: e dunque il testo unico dell’edilizia e la legge urbanistica».

Sul tavolo c’è la stretta in chiave di sostenibilità, ragione per cui «abbiamo bisogno di nuovi strumenti anche per far fronte alle esigenze che riguardano il contenimento del consumo del suolo e anche la recentissima direttiva Green», conclude Betti.

Soddisfatta – prosegue Il Sole – anche Confindustria Assoimmobiliare che saluta positivamente la regolarizzazione. «Parliamo di manufatti costruiti in genere moltissimi anni fa, non commerciabili, che si trovano in una sorta di limbo: un enorme capitale immobilizzato, improduttivo, spesso in degrado – spiega il presidente, Davide Albertini Petroni – . Nella nostra proposta c’è una regolarizzazione per conformità attuale che comporta comunque il pagamento di una sanzione ai Comuni»”.