Vicenza, questura alla caserma Sasso? L’incertezza regna in Commissione

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Caserma Sasso

Non ci sono certezze, ad oggi, che la caserma Sasso ospiterà la nuova sede della Questura di Vicenza. È quanto emerso ieri, giovedì 5 febbraio 2026, nel corso di una seduta della seconda commissione consiliare “Territorio” del Comune di Vicenza.

Tra gli enti esterni interessati alla vicenda era presente solo un rappresentante dell’Agenzia del Demanio Veneto, Gianpietro De Pietro. Quest’ultimo ha dichiarato di presuppore che sia nei desiderata dei vertici della polizia, della questura e della prefettura che nella struttura si possano riunire le funzioni di polizia presenti in città.

L’operazione richiederebbe interventi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione per i quali serviranno fondi e tempo, con una stima di circa 10 anni.

A novembre scorso – lo ricordiamo – era stato chiuso l’accordo tra il fondo immobiliare proprietario, il Ministero dell’Economia e delle finanze, il demanio e la prefettura.

L’immobile, che tornerà a essere di proprietà pubblica, sarà acquisito per un costo di poco meno di 10 milioni di euro. L’intesa aveva chiuso una fase iniziata dopo l’indagine di mercato pubblicata dalla prefettura il 18 settembre scorso, alla quale si era presentato solo il proprietario della ex caserma.

Durante la commissione sono emersi forti scetticismi da parte di diversi consiglieri comunali, in particolare da Raffaele Colombara, di Per una grande Vicenza. Il consigliere ha sottolineato come la scelta incida pesantemente sull’assetto urbanistico e sulla vivibilità del centro storico.

Secondo Colombara, se l’operazione appare positiva sotto il profilo della razionalizzazione della spesa pubblica centrale, mancano analisi sugli impatti urbani. Non sono emersi dati relativi ai flussi di traffico, all’accessibilità o al rapporto con servizi sensibili come la scuola di Santa Maria Nova.

“Eventuali scenari di rifunzionalizzazione dell’immobile si collocano su un orizzonte temporale molto lungo” ha ribadito il consigliere. Colombara ha chiarito che un’operazione finanziariamente sostenibile a livello centrale non può essere considerata tale per la città senza adeguate analisi viabilistiche.

La caserma Sasso è stata prima venduta, poi affittata per anni e infine riacquistata dallo Stato. Restano aperte le questioni sulla vita quotidiana: come si accederà alla struttura e dove parcheggeranno cittadini e dipendenti, aspetti fondamentali per la mobilità del centro.

Il consigliere ha ribadito in commissione il ruolo del consiglio comunale nel pretendere che ogni scelta venga accompagnata da dati trasparenti e da un confronto reale con la cittadinanza. La sicurezza pubblica, secondo Colombara, deve funzionare dentro un contesto urbano sostenibile.

Allo stato attuale, l’ipotesi di una questura alla caserma Sasso appare per il consigliere paracadutata sulla città e priva di una dimostrazione di interesse pubblico locale. Il confronto dovrà ora ripartire dai dati concreti e dall’interesse effettivo dei vicentini.