Cattaneo replica a Variati che “reclama” scelta fusione Fiera di Vicenza in IEG con controllo a Rimini: “Non scelse, ma dovette ‘coprire’ buco Fiera”

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IEG, festa alla sua nascita con Gnassi, Facco, Cagnoni, Marzotto e Variati
IEG, festa alla sua nascita con Gnassi, Facco, Cagnoni, Marzotto e Variati

Roberto Cattaneo, consigliere comunale e presidente del gruppo di Forza Italia da lui composto, si esprime con una nota sull’articolo di Roberta Labruna su Il Giornale di Vicenza, titolato “Ieg, noi lungimiranti ….” (e di sotto integralmente riportato*, ndr) che riporta la posizione dell’attuale eurodeputato del Pd Achille Variati, sindaco quando la Fiera di Vicenza è confluita nella newco IEG (Italian Exhibition Group) insieme a quella di Rimini.

La stragrande maggioranza delle quote, con la maggioranza dei diritti di voto temperata parzialmente da un patto di sindacato sugli organi di governance rivisto e migliorato nel tempo a favore di Vicenza, andò a Rimini tramite la municipalizzata Rimini Congressi mentre Vicenza Holding, ex Fiera di Vicenza spa (partecipata per il 32,11% dal Comune berico con la Provincia e la CCIIA di Vicenza che ne detengono le quote rimanenti insieme ad altri enti marginali, qui la visura ad oggi, ndr)  ottenne all’atto della nascita di IEG come concambio il 19% di partecipazione, poi sceso al 12,73% e, infine, se ben ricordiamo, al 9% per sopraggiunte operazioni societarie tra cui la quotazione in Borsa.

C’è anche da ricordare, per avere il quadro completo della situazione, come per provvedimento della Corte dei Conti del 30 marzo 2022 gli enti pubblici Comune e Provincia di Vicenza dovranno cedere/alienare le quote di Vicenza Holding e che, per fare valutazioni anche in termini patrimoniali e non solo di reddito sulla base delle dichiarazioni di Variati e di Cattaneo, il capitale sociale di IEG (qui la visura ad oggi, ndr) è pari a 107.214.897 euro, di cui 52.214.897 sottoscritti e versati e che, quotata IEG con qualche difficoltà iniziale in Borsa, il valore delle sue azioni è passato dai 3,73 euro del 21 giugno 2019 ai 2,59 euro della chiusura di venerdì 27 gennaio (meno 31,4%). 

Tornando alle affermazioni di Variati sul GdV contestate nella nota da Cattaneo il forzista scrive: “Da consigliere di opposizione nello stesso periodo 2013/18 non ho visto alcuna lungimiranza ma una sequenza di avvenimenti che hanno prodotto l’assorbimento della nostra Fiera da parte di Rimini“.

L’ente Fiera – ricorda Cattaneo – era finanziariamente in difficoltà. Si parlava di un debito, congelato per qualche anno, con la Banca Popolare di circa 40 milioni di euro. Pare che la Popolare a un certo momento chiedesse il rientro del debito. La Fiera non ha i mezzi, la proprietà (Comune, Provincia e Camera del Commercio), per varie ragione, non ha nemmeno essa i mezzi per far fronte al debito. Non rimane che trovare un modo di uscire all’impatto“.

Forse – aggiunge il consigliere forzista di Vicenza – potrebbe spiegarci un po’ meglio le cose il dott. Lago (prima del 2013 assessore della Giunta Variati, nel 2016 rientra a Vicenza e poi diventa Presidente della AIM Vicenza), professionista di alto livello, che in quegli anni operava a Rimini, come amministratore della locale holding riminese (leggi su ViPiu.itCoincidenze tutte vicentine: Umberto Lago si dimette da Aim dove arrivò da Rimini Holding regista “ingresso” di Fiera di Vicenza in Ieg“). Il modo per uscirne era a portata di mano. Rimini voleva aprirsi una strada verso il nordest europeo. Questo era il progetto del Presidente Lorenzo Cagnoni, lui sì una illuminata guida della sua fiera”.

Messi assieme i vari pezzi del puzzle – prosegue Roberto Cattaneo – ne esce la Ieg. Nessuna illuminazione di Variati, solo la necessità di non far entrare in un vortice prefallimentare la Fiera. Un vortice che avrebbe intaccato i vertici di Comune, Provincia e la Camera del Commercio. Non sarebbe male che quanto prima l’argomento fosse affrontato tra persone che sono a conoscenza dei fatti reali, con relativi documenti. Sottolineo: nessuna miopia e nessuna lungimiranza, solo debiti da sanare e successiva necessaria prudenza da esibire”.

Concludo – scrive infine Cattaneo – con la sintesi che giustifica la prudenza e che, riferendosi a fatti concreti, chiarisce la dimensione esatta della reale situazione :

  1. nessun peso di Vicenza nella governance di Ieg
  2. persi, nonostante gli accordi, vicepresidente e direttore generale in quota a Vicenza
  3. i nuovi patti para sociali dell’amministrazione Rucco da un lato blindano investimenti su fiera Vicenza e dall’altra mantengono VicenzaOro a Vicenza città con il grande successo che abbiamo vissuto in questi giorni”.

Roberto Cattaneo


*Da Il Giornale di Vicenza del 28 ottobre
LA POLEMICA L’europarlamentare del Pd attacca l’amministrazione

«Ieg, noi lungimiranti Rucco? Visione miope»

Variati: «Se fosse stato per lui la Fiera sarebbe morta»
I risultati di Ieg Il presidente Cagnoni ha annunciato nuovi lavori che saranno eseguiti in autofinanziamento

di Roberta Labruna

Nel 2016 quando il sindaco di allora celebrò il matrimonio con Ieg piovvero critiche a più non posso da quella che, sempre ai tempi, era l’opposizione e che profetizzava la morte della Fiera di Vicenza. Oggi che l’opposizione di quei tempi è maggioranza il sindaco di allora, Achille Variati, eurodeputato del Pd, si vuole prendere la sua rivincita dopo il successo dell’ultima Fiera dell’oro e i 45 milioni di euro di interventi sul complesso fieristico di viale dell’Oreficeria, tutti in autofinanziamento, annunciati dal presidente di Ieg Lorenzo Cagnoni. «È davvero incredibile – attacca Variati – ascoltare oggi le parole del sindaco Rucco mentre cerca di appropriarsi dei successi di VicenzaOro. La verità è che, fosse stato per lui e la sua amministrazione, la Fiera di Vicenza sarebbe bella che morta. O sarebbe stata venduta, anzi svenduta». E rincara la dose, riavvolgendo il nastro a quando fu messa a punto l’operazione con Ieg: «Rucco, pochi giorni fa, ha etichettato come “fallimentare” la mia amministrazione. Non sono solito farmi coinvolgere dalle modeste risse della politica, ma quando è troppo è troppo. Quando, dopo un lungo percorso e un’attenta analisi, arrivammo alla fusione di Vicenza con Rimini, il coro delle opposizioni fu unanime: è una resa, è una svendita, non conteremo più nulla. E a gridare più forte di tutti era proprio Rucco, all’epoca consigliere di opposizione. Noi, invece, sostenevamo che solo dando vita a Ieg, un soggetto molto più robusto, Vicenza avrebbe potuto non solo sopravvivere ma prosperare». Insomma, a Cesare quel che è di Cesare, è il concetto: «L’annuncio di investimenti per 45 milioni di euro da parte di Ieg per ammodernare e rilanciare il quartiere vicentino è la miglior conferma di quanto dicevamo, insieme al successo di questi giorni. E la dimostrazione eloquente di chi sia stato lungimirante e di chi invece fosse miope». Non basta: Variati riporta le lancette anche a tempi più recenti quando Rucco, trasferitosi dai banchi delle opposizioni e alla poltrona di sindaco, ha continuato a criticare a più riprese quella scelta ritenendola “scellerata” e ventilando un paio di anni fa l’intenzione di vendere le quote di Vicenza. «Rucco – dice Variati – ha mantenuto la stessa posizione critica anche da sindaco. Basta scorrere la rassegna stampa degli ultimi anni, piena di polemiche, di tensioni inutili con Rimini, di recriminazioni. “Meglio venderla”: è Rucco, nel maggio 2020, che si rivolge al centrosinistra. “Quest’anno dalla Fiera riceviamo zero: è il risultato che avete partorito”. Una tesi sposata subito dopo da Forza Italia, che a giugno chiedeva di vendere subito le quote di Ieg. Non basta: le polemiche dell’amministrazione sulla scelta di allora sono proseguite per tutto il 2021 e 2022. Eppure, proprio negli anni segnati dal Covid, si è capito che se fosse rimasta da sola Fiera di Vicenza sarebbe morta, come molte altre manifestazioni vittime a livello globale della pandemia». Morale della favola: «Ecco perché, oggi – chiude Variati – non posso tacere. Su una partita decisiva per il territorio, il suo sviluppo, la sua economia, la sua proiezione internazionale, Rucco ha mostrato una preoccupante miopia. L’incapacità di capire, cioè, che quella scelta era stata lungimirante. Come dimostrano i risultati di oggi, che cerca di intestarsi»..