La CGIL: allarme per l’impatto della TAV sul quartiere dei Ferrovieri. Cinque richieste al Comune per modificare il progetto definitivo del secondo lotto

932
Tav/Tac lungo Vicenza: la posizione della CGIL
IL segretario della Cgil Giampaolo Zanni (a sinistra) e Giancarlo Puggioni delle Segreteria

La CGIL di Vicenza lancia un allarme sul progetto definitivo del secondo lotto dell’Alta Velocità/Alta Capacità (Tav/Tac), depositato in Comune l’8 agosto da RFI Rete Ferroviaria Italiana ed ora allo studio non solo dell’amministrazione guidata da Francesco Rucco ma anche della cittadinanza.

Il Segretario Generale Giampaolo Zanni e Giancarlo Puggioni, componente della Segreteria, hanno incontrato la stampa per esternare le forti preoccupazioni del sindacato e per avanzare alcune richieste all’amministrazione mirate alla modifica del progetto.

Tav (Alta Velocità) Tac (Alta Capacità) Verona Padova
Tav (Alta Velocità) Tac (Alta Capacità) Verona Padova

Il Comune – esordisce Zanni – ha sessanta giorni di tempo per presentare osservazioni e richieste di modifica. Noi abbiamo esaminato il progetto e abbiamo deciso di scrivere un documento perché l’elaborato ci allarma molto per più aspetti.

Il Segretario enumera tre allarmi: l’impatto sulla vita dei quartieri interessati ai lavori, quello dei Ferrovieri in primis ma anche San Lazzaro; il raddoppio delle risorse necessarie per la realizzazione, passate da 804 milioni del preventivo di cinque anni fa a 1.600 mila per il solo costo delle opere, a cui aggiungere i prevedibili rincari; il grosso aumento della durata dei lavori, ipotizzata in nove anni per il secondo lotto funzionale che arriva fino alla stazione.

La CGIL – continua Zanni – è favorevole al potenziamento della rete ferroviaria e siamo per uno sviluppo che comprenda sia la TAV che la TAC, anche se siamo più interessati alla seconda, ma chiediamo che si investa sul trasporto pubblico regionale e locale, altrimenti l’Alta Velocità/Capacità da sola non risolverà alcun problema ambientale. Siamo, ad esempio, favorevoli alla elettrificazione della linea con Schio e, poi, bisogna interconnettere il trasporto ferroviario con quello cittadino non inquinante come la linea del filobus.

Le richieste della CGIL riguardano sia il metodo che il merito. Sotto il primo profilo il sindacato chiede che, dopo quattro anni di silenzio, l’amministrazione incontri la popolazione perché i cittadini non conoscono bene il progetto e soprattutto il suo impatto. Un’altra richiesta è che il Comune apra un tavolo di confronto con le forze sociali e politiche che rappresentano la popolazione sul progetto definitivo e sui lavori, chiedendo a RFI di rinviare la scadenza dell’8 ottobre e di attendere la riposta del Consiglio comunale che dovrà risultare dal percorso partecipato.

Nel merito – aggiunge il Segretario – ci sono cinque richieste su Tac/Tav: ridurre gli abbattimenti, aumentati in modo consistente rispetto al preliminare; rivedere le opere viarie come passerelle e strade, sottolineando ad esempio che il progetto obbliga chi, dai Ferrovieri vorrà dirigersi verso est, ad andare fino in stazione per poi tornare indietro, con disagi e allungamento del percorso. Siamo anche contrari all’abbattimento della passerella di via Maganza perché quintuplica il percorso per gli studenti. La terza richiesta non riguarda le opere ma i lavori: sono previsti cantieri industriali all’interno del quartiere e questo significa camion, mezzi, rumori, polvere. Chiediamo anche che non sia fatta la chiusura totale per due anni delle arterie che saranno abbattute, come il viadotto di viale degli Scaligeri. Ci sono tecnologie per lavorare su metà carreggiata e consentire comunque il traffico. L’ultima osservazione è sul rumore: in tutte le case ad una certa distanza, RFI dovrà rifare i serramenti, fare buchi nei muri per l’areazione e le persone dovranno tenere tutto chiuso per ripararsi dai rumori. Noi diciamo: si lavori di più per contenere il rumore nell’opera stessa, ad esempio con barriere più alte.

Secondo i tecnici consulenti della CGIL – conclude Zanni – è possibile fare modifiche al progetto definitivo ed è questo il momento di intervenire, prima cioè di passare al progetto esecutivo.

Giancarlo Puggioni, infine, fa presente che CGIL ha nel quartiere dei Ferrovieri cinque sedi: quella provinciale, quella direzionale della società fiscale e tre sedi operative. Tutte queste servono il 95% dell’attività del sindacato in città. Si può immaginare il disagio che subiranno gli utenti e i lavoratori che si rivolgono alle nostre sedi. Solo per il Patronato sono circa 13.500 all’anno, per le pratiche fiscali 12.000, altri 2.000 per le consulenze legali. Si parla insomma di oltre 26-27.000 utenti all’anno.

Se pensiamo – precisa Puggioni – alle modifiche della viabilità, al venir meno di aree di sosta e parcheggio e che uno dei cantieri dovrebbe collocarsi dietro la società fiscale e il Patronato, sia per i nostri dipendenti che per gli utenti i disagi saranno notevoli. Noi svolgiamo un servizio importante di tutela individuale e alcuni diritti sono garantiti grazie ai nostri servizi e non ce ne sono altri e, quindi, siamo preoccupati per le difficoltà che troveranno i nostri utenti.

Articolo precedente“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Giambattista Vico, filosofo e giurista napoletano (1668 – 1744)
Articolo successivoSerie A: definite le amichevoli precampionato della Rangers
Gianni Poggi risiede e lavora come avvocato a Vicenza. È iscritto all’Ordine dei giornalisti come pubblicista. Le sue principali esperienze giornalistiche sono nel settore radiotelevisivo. È stato il primo redattore della emittente televisiva vicentina TVA Vicenza, con cui ha lavorato per news e speciali ideando e producendo programmi sportivi come le telecronache delle partite nei campionati del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, i dopo partita ed il talk show «Assist». Come produttore di programmi e giornalista sportivo ha collaborato con televisioni locali (Tva Vicenza, TeleAltoVeneto), radio nazionali (Radio Capital) e locali (Radio Star, Radio Vicenza International, Rca). Ha scritto di sport e di politica per media nazionali e locali ed ha gestito l’ufficio stampa di manifestazioni ed eventi anche internazionali. È stato autore, produttore e conduttore di «Uno contro uno» talk show con i grandi vicentini della cultura, dell’industria, dello spettacolo, delle professioni e dello sport trasmesso da TVA Vicenza. Ha collaborato con la testata on line Vvox per cui curava la rubrica settimanale di sport «Zero tituli». Nel 2014 ha pubblicato «Dante e Renzo» (Cierre Editore), dvd contenente le video interviste esclusive a Dante Caneva e Renzo Ghiotto, due “piccoli maestri” del libro omonimo di Luigi Meneghello. Nel 2017 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza il documentario «Vicenza una favola Real» che racconta la storia del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e G.B. Fabbri, distribuito in 30.000 copie con il quotidiano. Nel 2018 ha pubblicato il libro «Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta» (Ronzani Editore) sul fallimento del Vicenza Calcio e «No Dal Molin – La sfida americana» (Ronzani Editore), libro e documentario sulla storia del Movimento No Dal Molin. Nel 2019 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza e Videomedia il documentario «Magico Vicenza, Re di Coppe» sul Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare e Francesco Guidolin che ha vinto nel 1997 la Coppa Italia. Dal 9 settembre è la "firma" della rubrica BiancoRosso per il network ViPiù, di cui cura anche rubriche di cultura e storia.