Codici: azione legale per tutelare i consumatori dalla truffa dei vini dell’Oltrepò Pavese contraffatti

Codici contro la contraffazione di Vini dell'Oltrepò pavese
Codici contro la contraffazione di Vini dell'Oltrepò pavese

La truffa del vino colpisce ancora e l’associazione Codici (qui altre sue notizie pubblicate su ViPiu.it, ndr) è nuovamente pronta a fare la sua parte in Tribunale per tutelare i consumatori. Parliamo delle indagini sul vino contraffatto in Oltrepò Pavese che si sono concluse con il sequestro da parte di Guardia di Finanza e Carabinieri di case, immobili e conti bancari per oltre 700mila euro a tre persone, indagate a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla contraffazione di indicazione geografiche o denominazione di origine dei prodotti agroalimentari.

Secondo gli investigatori, vini Doc e Igp prodotti sulle colline oltrepadane sono stati contraffatti per quantità, qualità e origine. In particolare, i vertici della Cantina Sociale di Canneto Pavese, con la compiacenza di enologi e titolari di aziende agricole conferitrici, avrebbero immesso sul mercato vini ottenuti utilizzando uve di tipologia diversa e prodotti non consentiti, come zucchero invertito e anidride carbonica.

“Prima di tutto – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ci teniamo a rivolgere un plauso agli investigatori per l’indagine svolta, complessa ed iniziata due anni fa, con perquisizioni ed intercettazioni che hanno portato alla luce una realtà disarmante. E qui si inserisce il nostro intervento. Come associazione impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, anche in campo agroalimentare, abbiamo ritenuto doveroso presentare un esposto alla Procura della Repubblica competente, perché è chiaro che in questa vicenda c’è un aspetto importante che non deve essere trascurato, ovvero quello delle conseguenze della vendita di un vino dalle caratteristiche diverse da quelle riportate nell’etichetta. Un fatto gravissimo. Non si tratta di una questione di prezzi, di un vino pagato più del suo valore reale, ma di salute, visto che si parla dell’utilizzo di sostanze vietate dalle norme di settore. È per questo che abbiamo presentato un esposto ed è per questo che siamo pronti a costituirci parte civile nel processo, come fatto per altre vicende simili. Purtroppo, la contraffazione in campo agroalimentare, e nello specifico nel settore vinicolo, è sempre più diffusa e rappresenta un’autentica minaccia per i consumatori, che devono prestare la massima attenzione quando fanno acquisti”.