Comitato Consob, Borzi sul FQ: in difesa dei risparmiatori i soliti noti (e pure imputati o multati)

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È un parterre de roi quello che dal 20 febbraio siederà per due anni nel Comitato operatori di mercato e investitori (Comi), nuovo organo consultivo di 30 membri istituito da Consob. I componenti, “scelti tra persone di specifica e riconosciuta esperienza e professionalità” in rappresentanza di operatori, esperti e associazioni dei consumatori, diranno la loro su temi regolamentari e di vigilanza per tutelare investitori e risparmiatori.

Alla presidenza è stato nominato Gian Maria Gros-Piero, membro dell’esecutivo Abi, presidente di Intesa Sanpaolo e di Astm, ex presidente di Iri, Eni e Atlantia, consigliere di Edison, ex consigliere di Fiat, Nomisma, Confindustria e Federazione banche assicurazioni finanza (Febaf). A marzo 2014 fu coinvolto nell’azione di responsabilità da 2,4 miliardi contro gli ex vertici di Seat Pagine Gialle, ma l’8 aprile 2014, secondo Reuters, scattò la prescrizione. Insieme a decine di altri banchieri a marzo 2005 il Tesoro su proposta della Consob lo sanzionò per i collocamenti ai risparmiatori dal 2000 al 2002 dei bond Cirio, quand’era consigliere di Crt.

Nel Comi c’è anche Alessandro Profumo, sanzionato come ad di UniCredit per i bond Cirio e poi ancora da Consob ad agosto 2007 per i derivati piazzati ai clienti dal 2003 al 2004. Ora ad di Leonardo, Profumo da aprile 2018 è a processo a Milano come ex presidente di Mps per aggiotaggio e falso in bilancio per la rappresentazione dei derivati Santorini e Alexandria, contestata da Consob a febbraio 2013. All’epoca Giuseppe Ursini, avvocato del Codacons anch’egli nel Comi, chiese alla Ue di bloccare gli aiuti di Stato a Mps perché basati su “informazioni non vere” e denunciò “il palese conflitto d’interessi” di Fabrizio Saccomanni, ex direttore generale di Banca d’Italia all’epoca ministro dell’Economia, anche lui nel comitato. C’è poi Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi e membro dell’esecutivo Abi. Massiah è alla sbarra a Bergamo con Giovanni Bazoli e altri per ostacolo alla vigilanza per avere nascosto, secondo l’accusa, i patti occulti tra associazioni di azionisti bergamaschi e bresciani. A fornire elementi all’accusa hanno contribuito le istruttorie della Consob. Dal gruppo Ubi viene anche Marco Fumagalli, presidente e ad di Capital for Progress 2 ed ex manager Consob. L’ispezione condotta dall’8 febbraio al 23 luglio 2010 da Bankitalia sull’attività di capital markets di Centrobanca, guidata da Fumagalli dal 2002 ad aprile 2015, il 15 giugno 2011 portò a sanzioni per 339 mila euro. In quota Abi c’è Carlo Fratta Pasini, dal 1999 presidente di Popolare di Verona ora Banco Bpm. Il 17 settembre 2015 la Consob lo sanzionò insieme ad altri perché, dalle ispezioni condotte tra il 2013 e il 2014, era emerso che la banca vendeva ai clienti prodotti finanziari inadatti a loro che però le fruttavano di più. Per aver piazzato ai risparmiatori i bond di Giacomelli, Lucchini, Giochi Preziosi, Italtractor e Parmalat finiti in default, Consob sanzionò anche il membro del Comi, Luca Garavoglia, presidente di Campari, che dal 1999 al 2002 era nel cda della Popolare di Lodi con Fiorani.

Nel Comi c’è Bianca Maria Farina, presidente dell’associazione delle assicurazioni Ania, dal 2007 al 2017 ad di Poste Vita e Poste Assicura, consigliera di Poste e dell’Autorità finanziaria della Santa Sede. Poste Vita nel 2009 ha transato con i clienti danneggiati dalle sue polizze index linked, mentre Poste a ottobre ha calcolato in oltre 100 milioni i danni subiti dai clienti cui ha venduto quote dei fondi immobiliari Obelisco e Irs di Investire Sgr del gruppo Banca Finnat del banchiere Giampietro Nattino, indagato nel 2015 per presunto riciclaggio in Vaticano, ed Europa Immobiliare 1 di Vegagest Sgr, legata al crack di CariFerrara. In Comi c’è poi Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti e dal 2010 consigliere indipendente di Investire Immobiliare Sgr.

Anna Gervasoni, direttore generale di Aifi, l’associazione italiana del private equity e consigliere indipendente di Fondo Italiano d’Investimento, Banca Generali e Sol, fu multata nel 2014 da Consob per 25 mila euro insieme agli altri sindaci di Saipem per non aver comunicato irregolarità nelle commesse in Kuwait e Iraq e una frode in una controllata portoghese. C’è poi Marcella Panucci, dg di Confindustria e consigliere del Sole 24 Ore negli anni nei quali si verificarono le false comunicazioni sociali e la manipolazione di mercato per le quali Consob prepara sanzioni e la procura di Milano chiede il rinvio a giudizio dell’ex presidente Benedini, dell’ex ad Treu e dell’ex direttore Napoletano.

Ci sono, infine, uomini delle big four della revisione contabile. Deloitte è stata multata da Consob per 80 mila per i bilanci 2012 di CariFerrara. Nel 2016, insieme a Pwc, è stata chiamata in causa civile dai commissari liquidatori per 100 milioni. Pwc è stata sanzionata da Consob per “gravi irregolarità” nei bilanci 2014 e consolidato 2015 di Veneto Banca (600 mila euro) e 2012 di Banca Etruria (180 mila euro). Kpmg ha ricevuto da Consob sanzioni per 300 nila euro per i bilanci 2014 della Popolare Vicenza e per 450 mila euro per i bilanci 2008 e 2009 di Mps. Reconta Ernst & Young è stata bastonata da Consob per 200 mila euro per il bilancio 2010 di Fondiaria Sai e per 30 mila euro per quello 2011 di Pierrel.

di Nicola Borzi da Il Fatto Quotidiano

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