Commercio a Vicenza, negozi che chiudono in centro e nuove attività nel quadrilatero: domande e inquietudini dei cittadini

Il sindaco ha partecipato con fascia tricolore alla trasformazione di una barberia in una pasticceria, Les delices, in viale Milano» con proprietà attribuibile, per il lettore che ci scrive, a Omar, un cittadino di origine egiziana

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Il sindaco Possamai nella pasticceria di Viale Milano, uno dei nuovi negozi del quadrilatero
Il sindaco Possamai nella pasticceria di Viale Milano, uno dei nuovi negozi del quadrilatero

Un cittadino segnala il contrasto tra le chiusure di negozi nel centro storico di Vicenza e l’espansione di nuove attività nel quadrilatero tra viale Milano e via Torino grazie anche a consistenti disponibilità di risorse economiche. Un tema che riapre il dibattito sulle politiche commerciali e sulla trasformazione economica della città.

Negozi chiusi in centro e nuove attività nel quadrilatero di Vicenza

La crisi del commercio nel centro storico e la crescita di nuove attività nel cosiddetto “quadrilatero” tra viale Milano e via Torino tornano al centro del dibattito cittadino. Un tema che negli ultimi mesi è stato segnalato più volte da commercianti e residenti e che ora riemerge attraverso la lettera di un cittadino, che mette a confronto due fenomeni sempre più evidenti: da un lato le chiusure di negozi tradizionali nel cuore della città, dall’altro la rapida espansione di attività commerciali in alcune zone della prima periferia urbana.

«Mentre nel centro storico continuano a chiudere attività storiche gestite da italiani – scrive il lettore – nel quadrilatero tra viale Milano e via Torino si vedono aprire, grazie anche a indubbie disponibilità economiche, sempre nuovi esercizi, spesso gestiti da imprenditori stranieri, con barberie, Caf, negozi di telefonia, monopattini e altri servizi».

Pasticceria "Les delices", uno dei nuovi negozi in viale Milano
Pasticceria “Les delices”, uno dei nuovi negozi in viale Milano

Il cittadino racconta anche un episodio recente che ha attirato l’attenzione di alcuni residenti. «Proprio ieri pomeriggio – scrive – verso le 16, il sindaco ha partecipato con tanto di fascia tricolore alla trasformazione di una barberia in una pasticceria, Les delices, in viale Milano» (qui il link all’attività che sembra una riapertura di una simile se non la stessa chiusa nel 2023-2024) con proprietà attribuibile, per il lettore che ci scrive, a Omar, un cittadino di origine egiziana.

Da qui nasce una domanda che, secondo il lettore, molti vicentini si starebbero ponendo. «Più di qualcuno si chiede come sia possibile che alcuni imprenditori stranieri riescano ad aprire più attività, pagare affitti e dipendenti, mentre molti italiani riescono a malapena a tenere aperta una sola attività familiare per contenere i costi».

Se la risposta potrebbe anche essere nella maggiore attitudine al rischio d’impresa (e alla “fatica”) di chi, arrivato da lontano, cerca di costruirsi un futuro migliore come i nostri padri e nonni, il tema, al di là dei singoli casi citati nella lettera, che, comunque evidenziano l’apertura di una pasticceria e non di un semplice negozio “etnico”, tocca una questione più ampia che riguarda l’evoluzione del tessuto commerciale cittadino. Negli ultimi anni il centro storico di Vicenza ha registrato una progressiva riduzione di negozi tradizionali, spesso sostituiti da attività temporanee o da spazi sfitti. Parallelamente alcune zone della città, come l’area compresa tra viale Milano e via Torino, hanno visto un forte ricambio di attività commerciali, con la nascita di nuovi esercizi spesso legati ai servizi di prossimità.

Un fenomeno che riflette trasformazioni economiche e sociali più ampie, ma che inevitabilmente solleva interrogativi sulla capacità delle politiche urbane di governare questi cambiamenti.

Per alcuni commercianti il problema principale resta il costo degli affitti e la difficoltà di sostenere un’attività nel centro storico, mentre altri sottolineano la necessità di politiche più incisive per rilanciare il commercio tradizionale e rendere nuovamente attrattivo il cuore della città.

La lettera del cittadino, pur con toni critici verso l’attuale amministrazione, riporta dunque una domanda che merita attenzione pubblica: quale strategia esiste per il commercio nel centro storico e quale equilibrio si vuole costruire tra le diverse aree della città?

Un interrogativo che riguarda non solo l’economia locale, ma anche l’identità urbana e il futuro del tessuto commerciale vicentino.