
La consigliera delle Civiche Venete richiama il manifesto presentato dai sindaci all’Anci e cita una riduzione dei trasferimenti tra 2020 e 2024.
Sui fondi ai Comuni veneti Rossella Cendron, consigliera regionale delle Civiche Venete, chiede risorse certe e maggiore libertà amministrativa. La presa di posizione sostiene il manifesto presentato dai sindaci del Veneto all’assemblea nazionale dell’Anci, dedicato alla capacità degli enti locali di programmare investimenti e servizi. Il ruolo dell’associazione è illustrato sul sito dell’Anci.
Cendron cita dati secondo i quali i trasferimenti statali ai Comuni della regione sarebbero passati da 771 milioni di euro nel 2020 a 348 milioni nel 2024, con una riduzione di 423 milioni, pari a circa il 55 per cento. Il comunicato collega questa contrazione alle difficoltà di finanziare manutenzioni e interventi.
Il confronto sull’autonomia finanziaria si inserisce nel più ampio dibattito sui rapporti tra bilancio regionale ed enti locali. I Comuni gestiscono servizi di prossimità, ma devono rispettare vincoli contabili e procedure definiti a più livelli istituzionali.
Fondi ai Comuni veneti, la richiesta di un confronto
La consigliera sostiene che non sia possibile attribuire responsabilità crescenti alle amministrazioni senza strumenti adeguati. Al problema delle risorse aggiunge quello delle regole, giudicate troppo rigide per consentire ai sindaci di adattare la spesa alle esigenze specifiche delle comunità.
La richiesta è rivolta al Governo: aprire un confronto concreto con i Comuni, garantire entrate stabili e semplificare le procedure. Secondo Cendron, la capacità di pianificare nel medio periodo è decisiva quanto l’ammontare delle somme, perché opere e servizi richiedono continuità.
I dati citati dovranno essere letti considerando natura dei trasferimenti, misure straordinarie del periodo pandemico e altre entrate disponibili. Il comunicato non presenta una scomposizione delle singole voci, ma usa il confronto per evidenziare una tendenza ritenuta preoccupante.
La discussione sui fondi ai Comuni veneti riguarda infine la qualità della democrazia locale. Per Cendron, i municipi sono il livello istituzionale più vicino ai cittadini e devono poter trasformare bisogni concreti in decisioni, senza nuovi oneri privi di copertura.






























