
Approvata, nella seduta odierna del Consiglio regionale del Veneto, la Mozione a prima firma della consigliera regionale del gruppo misto Sonia Brescacin “Guerra in Ucraina, la Regione del Veneto a favore di una pace giusta e duratura.” L’approvazione è stata accolta con soddisfazione dalla consigliera, che ha sottolineato come questo sia un messaggio deciso da parte del Consiglio veneto: “Oggi, nel quarto anniversario della devastante guerra in Ucraina, diciamo in modo chiaro che vogliamo la pace. Con questa mozione, infatti, impegniamo la Giunta ad attivarsi presso il Governo italiano e tutte le istituzioni coinvolte per sostenere un processo diplomatico per porre fine al conflitto. Fino a che sentiremo il sibilo dei missili e dei droni sulle case e sulle teste del popolo ucraino, purtroppo, la pace sarà sempre una chimera”. A preoccupare Brescacin, oltre al prezzo troppo alto sia di vittime sia di danni materiali, è la sensazione che il processo di pace appaia insabbiato: “La diplomazia ha il dovere di sciogliere i nodi, non di crearne di nuovi. È per questo che ho voluto con forza presentare questa mozione. Ringrazio i colleghi consiglieri che hanno voluto contribuire in modo costruttivo al dibattito e alla discussione di questo testo.”
La mozione, approvata con 27 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti, ha generato opinioni contrastanti. Apertamente contrario al provvedimento Stefano Valdegamberi (Lega- LV), per il quale la Mozione dà un’interpretazione parziale del conflitto: “La diplomazia non deve chiudere le porte al ‘nemico’: bisogna approfondire le ragioni di tutti. Siamo caduti in una trappola politico finanziaria.”
Anche Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto) si è detto contrario, in quanto nel processo di pace deve essere inclusa la Russia “senza subire – ha sottolineato – le condizioni dettate dagli americani. Non sono un russofono, ma ho una visione pragmatica: guardo agli interessi generali, ma anche a quelli della mia terra. Una Russia divisa dall’Europa fa gli interessi geopolitici di Usa e Regno Unito.”
Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) ha invece denunciato la poca incisività dell’Europa e la necessità di utilizzare la diplomazia non per difendere i confini, ma le persone e i loro diritti. “Auspico – ha aggiunto – che venga riconosciuto il diritto all’autogoverno per il territorio e la popolazione del Donbass. Ringrazio il consigliere Brescacin per aver presentato la Mozione.”
Per Carlo Cunegato (Alleanza Verdi Sinistra), “bisogna riempire la Mozione di contenuti: qual è la strategia per arrivare alla pace? Siamo a favore della pace, ma siamo contrari alla scelta dell’Europa per il riarmo.”
A favore hanno votato Jacopo Maltauro (Forza Italia), che definito la pace “obiettivo imprescindibile e fondamentale” e il capogruppo di FI Alberto Bozza: “siamo dalla parte della pace – ha dichiarato – ed è giusto esplorare tutte le strade che possano portare a una pace duratura e giusta.” Matteo Baldan (Fratelli d’Italia) ha ribadito “l’importanza dell’appoggio all’Ucraina per ottenere una pace giusta.”
Scettico sull’efficacia della mozione il consigliere Jonathan Montanariello (Pd): “La Regione non ha competenze dirette in politica estera. Credo che le priorità dei Veneti siano altre.” Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Marco Dalla Pozza (Pd), che ha annunciato l’astensione del Partito Democratico: “Siamo dalla parte del popolo aggredito, ma non è con provvedimenti come questo che si risolve la questione.”
Anche per Flavio Baldan (M5S) le priorità della Regione sono altre, in particolare “proteggere le imprese del Veneto votate all’export, in particolare dai dazi.”
Niccolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione) ha sottolineato “la necessità di rispettare la volontà del popolo ucraino di difendersi e di sostenere gli ucraini in questa loro risolutezza. È fondamentale un esercito europeo per difendere i valori in cui crediamo.”




































