Ucraina, il Consiglio Veneto approva la mozione per una “pace giusta”: aula divisa tra diplomazia e geopolitica

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Consiglio regionale Veneto mozione Ucraina

A quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione russa, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato ieri, martedì 24 febbraio, la Mozione n. 44 finalizzata a promuovere una “pace giusta e duratura” in Ucraina. Il documento, che vede come prima firmataria la consigliera Sonia Brescacin (Misto), è stato licenziato con 27 voti favorevoli, 3 contrari e 15 astenuti, ma ha acceso un dibattito serrato tra i banchi di Palazzo Ferro Fini.

“La mozione è un manifesto per raggiungere la pace”, ha sintetizzato Brescacin in aula, definendo il provvedimento un atto politico necessario per riaffermare l’impegno della Regione a favore del diritto internazionale.

Le voci contrarie: “Diplomazia ferma e trappole finanziarie”

Non sono mancate posizioni fortemente critiche, in particolare all’interno della maggioranza e delle formazioni autonomiste. Stefano Valdegamberi (Lega-LV) ha votato contro, sostenendo che il testo non faccia un’operazione di verità: “La diplomazia non deve chiudere le porte al nemico. Siamo caduti in una trappola politico-finanziaria”. Sulla stessa linea Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto), che ha invocato una visione pragmatica: “La pace si fa anche con la Russia senza subire le condizioni americane. Una Russia divisa dall’Europa fa solo gli interessi geopolitici di Usa e Regno Unito”.

Diverso l’approccio di Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica), che pur votando a favore ha denunciato l’assenza dell’Europa: “Riprendiamo la diplomazia per difendere le persone, non solo i confini. Auspico il riconoscimento dell’autogoverno per il Donbass”.

Centrodestra e opposizioni: tra sostegno a Kiev e dubbi sull’efficacia

Il blocco a favore ha visto compatti Forza Italia e Fratelli d’Italia. Jacopo Maltauro e il capogruppo azzurro Alberto Bozza hanno ribadito come la pace sia un obiettivo “imprescindibile”, mentre Matteo Baldan (FdI) ha sottolineato che l’appoggio all’Ucraina è la condizione necessaria per ottenere una risoluzione giusta del conflitto. Di segno opposto Carlo Cunegato (AVS), che pur essendo a favore della pace, ha espresso contrarietà alla strategia europea del riarmo.

Dal fronte del centrosinistra è prevalso lo scetticismo sull’opportunità del dibattito. Jonathan Montanariello (Pd) ha definito “animata” la discussione su un tema, la politica estera, che esula dalle competenze dirette della Regione, invitando a guardare alle priorità dei veneti. Anche per Flavio Baldan (M5S) l’urgenza resta la protezione delle imprese regionali dai dazi.

Il Partito Democratico, per voce di Antonio Marco Dalla Pozza, ha scelto la via dell’astensione: “Siamo dalla parte degli aggrediti, ma non è con questi provvedimenti che si risolve la questione”. Al contrario, Niccolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione) ha votato a favore, rilanciando la necessità di sostenere la risolutezza ucraina e di istituire un esercito europeo.

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