“Costantino Pasqualotto (1681-1755). Pittore vicentino del Settecento”, di Francesco Caracciolo: una riscoperta necessaria

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"Costantino Pasqualotto (1681-1755), pittore vicentino del Settecento" di Francesco Caracciolo
"Costantino Pasqualotto (1681-1755), pittore vicentino del Settecento" di Francesco Caracciolo

Il volume di Francesco Caracciolo illumina la figura di Costantino Pasqualotto, protagonista della pittura vicentina tra tardo barocco e rococò. Tre capitoli e trenta immagini guidano il lettore tra pale d’altare, affreschi e decorazioni, restituendo spessore critico e documentario a un artista finora poco studiato.

La recente monografia “Costantino Pasqualotto (1681-1755). Pittore vicentino del Settecento”, pubblicata da Vivi Edizioni nel 2025, rappresenta un contributo sostanziale alla conoscenza di uno dei protagonisti dell’arte vicentina nel passaggio tra il tardo barocco e le prime manifestazioni del rococò.

Costantino Pasqualotto, ne scrive Francesco Caracciolo

Il volume, curato dal prof. Francesco Caracciolo, docente di Storia dell’Arte e autore di precedenti studi su artisti veneti (Globus Rivista), offre un profilo critico e documentario che va oltre la semplice biografia artistica, collocando Pasqualotto nel tessuto culturale e sociale del suo tempo.

Costantino Pasqualotto, Sant'Agostino, chiesa di Sant'Apollinare, Monticello di Lonigo (VI)
Costantino Pasqualotto, Sant’Agostino, chiesa di Sant’Apollinare, Monticello di Lonigo (VI)

Caracciolo, formatosi negli studi umanistici e nella storia dell’arte, si distingue negli ultimi anni per una produzione di testi che intrecciano rigore documentario e attenzione alle opere meno celebrate della tradizione veneta. Tra i suoi interessi figura anche la figura di Alessandro Maganza, al centro di un’altra recente monografia che ha suscitato interesse critico, segno di una vocazione costante per il recupero delle figure artistiche locali.

Francesco Caracciolo
Francesco Caracciolo

A spiegare il senso e l’impostazione della monografia Costantino Pasqualotto (1681-1755). Pittore vicentino del Settecento è lo stesso Francesco Caracciolo, docente di storia dell’arte a Vicenza e studioso del patrimonio veneto tra Cinque e Settecento.

«Si tratta di una breve monografia storico-artistica – spiega Caracciolo – dedicata a un artista che ha lavorato soprattutto nel territorio veneto e a Vicenza nel secolo XVIII, il secolo dei Lumi. Ho ricostruito la sua biografia e l’evoluzione del suo linguaggio stilistico, che lo rende una figura molto influente nel panorama vicentino del Settecento» .

«È un libro agile, compatto, pensato per essere letto tutto d’un fiato – sottolinea l’autore – ma fondato su un lavoro di ricerca approfondito» .

Uno degli elementi centrali del lavoro è la volontà di restituire dignità critica a un artista rimasto a lungo ai margini della storiografia. «È la prima monografia interamente dedicata a Pasqualotto – afferma Caracciolo – e permette di scoprire un pittore che ha lavorato tantissimo, lasciando opere importanti in chiese, confraternite, ville e palazzi del territorio».

Tra i casi di studio analizzati figurano le due serie della Via Crucis, una delle quali ancora visibile nella chiesa di San Giuliano a Vicenza, oltre a dipinti e cicli decorativi meno noti, come le tele di Villa Squarzi e gli interventi in ville e complessi ecclesiastici della provincia. «Ho cercato opere, le ho studiate e messe in relazione tra loro, anche dal punto di vista stilistico» .

Un passaggio significativo del volume riguarda il confronto tra pittura veneta e influssi esterni. «Ho messo in relazione l’arte napoletana con quella veneta tardo-barocca – spiega – individuando punti di contatto come la pennellata sciolta, i soggetti religiosi, la costruzione dello spazio tra dimensione terrena e trascendente» .

Caracciolo insiste infine sul ruolo storico di Pasqualotto: «È un artista che precede Giambattista Tiepolo di circa dieci anni. Oggi è poco citato, ma all’epoca fu realmente influente nel contesto vicentino» .

La monografia su Pasqualotto si articola in tre capitoli che tracciano un percorso evolutivo dell’artista. Caracciolo analizza con precisione le prime fasi della formazione di Pasqualotto nel solco della tradizione seicentesca, fino alla conquista di un linguaggio pittorico caratterizzato da novità stilistiche e freschezza compositiva. Questo percorso fa emergere con grande chiarezza come Pasqualotto sia stato un protagonista della stagione rococò vicentina prima dell’arrivo di Giambattista Tiepolo, figura che avrebbe rivoluzionato la pittura veneta nel secolo dei lumi.

Uno dei punti di forza del volume è la sua attenzione ai due principali ambiti in cui Pasqualotto operò: la pittura devozionale legata alle istanze della Controriforma cattolica e la decorazione ad affresco di ville e palazzi nobiliari, più incline alle tendenze rococò dell’epoca. Le 30 immagini, molte delle quali a colori, restituiscono con efficacia la varietà della produzione del pittore e offrono un utile contrappunto visivo alla narrazione critica.

Caracciolo non si limita alla mera descrizione delle opere, ma integra l’analisi iconografica con lo studio dei documenti d’archivio, ricostruendo le commissioni, le dinamiche di bottega e i passaggi stilistici che caratterizzarono l’iter di Pasqualotto. In questo senso il volume colma un vuoto significativo nella storiografia artistica locale, perché offre non solo una sintesi delle conoscenze disponibili, ma anche nuove chiavi di lettura per comprendere l’evoluzione della pittura vicentina tra XVII e XVIII secolo.

La sapienza di Caracciolo è evidente anche nella costruzione narrativa: l’autore evita l’eccesso di tecnicismi pur mantenendo rigore scientifico, rendendo la lettura accessibile sia agli specialisti sia a un pubblico più ampio interessato alla storia dell’arte. La parte finale del volume, con una ricca bibliografia e l’elenco delle principali opere presenti sul territorio vicentino e provinciale, costituisce uno strumento fondamentale per studiosi e appassionati.

Nel complesso, “Costantino Pasqualotto (1681-1755). Pittore vicentino del Settecento” si impone come una monografia essenziale per la conoscenza di un artista finora poco studiato e spesso relegato a ruoli minori nel panorama della pittura veneta. Grazie alla chiarezza espositiva e alla profondità delle ricerche, il libro di Caracciolo offre una nuova luce su un protagonista che, pur operando in un periodo dominato da figure di grande fama, seppe esprimere con originalità un linguaggio artistico ricco di delicatezza e vigore.

Per chi desidera avvicinarsi a Pasqualotto, il volume rappresenta non solo una guida critica, ma anche un invito a riscoprire un capitolo significativo della storia artistica vicentina, ricco di sfumature stilistiche e inserito nel più ampio contesto delle trasformazioni culturali del Settecento.

li libro (108 pagine, Vivi Edizioni, euro 20) si articola in tre capitoli ed è provvisto di 30 immagini, sia a colori sia in bianco e nero, che documentano l’evoluzione stilistica del Pasqualotto.

Biografia dell’autore

Francesco Caracciolo (Maddaloni, Caserta, 1978), è professore di ruolo in Storia dell’Arte presso L’Istituto Superiore Statale “Bartolomeo Montagna” di Vicenza. Esercita anche l’attività di critico e storico dell’arte collaborando con gallerie d’arte ed istituzioni culturali. Dal 2025 è entrato a far parte della 17° Commissione Arte dell’lntergruppo Parlamentare per lo sviluppo del Sud Aree Minori e Isole fragili presso la Camera dei deputati a Roma.

Altre pubblicazioni d’arte

Alessandro Maganza, pittore eccellentissimo della Controriforma a Vicenza 2024: Giambattista Maganza il Giovane, pittore vicentino della Controriforma