
Atecon Associazione Tutela Energia e Consumatori e lo Studio Legale Guiducci-Nitti di Padova hanno raccolto l’adesione di oltre duecento ex clienti tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia e avviato una nuova iniziativa di tutela nell’ambito del crac della FWU Life Insurance Lux S.A., compagnia lussemburghese specializzata in polizze vita di tipo finanziario (unit e index linked), che ha scosso il mercato assicurativo all’inizio del 2025, quando la società è stata posta in liquidazione lasciando nel limbo oltre 100mila risparmiatori italiani.
Le polizze, presentate come strumenti tecnologicamente e finanziariamente innovativi, si sono rivelate una trappola per migliaia di famiglie. “La procedura internazionale di rimborso, peraltro lenta e incerta, sarà in grado di consentire solo un recupero parziale dei premi versati”, spiegano i promotori di questa nuova iniziativa. Per questo motivo, la strategia legale si sposta: l’obiettivo non è più solo la compagnia insolvente in Lussemburgo, ma gli intermediari italiani che hanno materialmente collocato i prodotti sul territorio nazionale.
Secondo i legali le polizze sarebbero state vendute senza un’adeguata informazione sui rischi reali e sull’effettiva stabilità patrimoniale di FWU. La tesi sostiene la violazione delle norme sulla trasparenza, contestando il fatto che i prodotti siano stati proposti a clienti con profili di rischio non compatibili con la complessità dello strumento.
L’iniziativa punta ad aggregare gruppi omogenei di risparmiatori per avviare cause collettive, riducendo i costi legali e colpendo diverse società di intermediazione attive principalmente nel Nord Italia. I numeri del fenomeno sono imponenti: si stima che tra i danneggiati ci siano oltre 40.000 veneti, di cui una fetta consistente, tra gli 8 e i 10 mila, nella sola provincia di Vicenza. Sul territorio berico, Adiconsum Vicenza si era già attivata con assemblee informative per arginare i danni di un buco finanziario che, a livello nazionale, sfiora i 360 milioni di euro.
A un anno dal dissesto, la battaglia giudiziaria era già entrata nel vivo lo scorso 5 febbraio, quando sono stati depositati i primi grandi ricorsi curati dallo Studio legale Franchi di Parma, già noto per il caso Parmalat. La strategia è chiara: chiedere il risarcimento integrale agli intermediari invece di attendere i tempi biblici del fallimento estero.
A Verona, il ricorso è stato depositato contro l’intermediaria scaligera Ovb Consulenza Patrimoniale s.r.l. per conto di dieci risparmiatori provenienti da diverse province (tra cui Treviso, Venezia e Bolzano) per un valore di oltre 186.000 euro. Parallelamente, a Bergamo, l’azione legale riguarda la società A1 Life (oggi Asstop S.r.l. in liquidazione) per investimenti che superano i 643.000 euro. Queste “cause pilota” seguono quella già avviata a maggio scorso davanti al Giudice di pace di Conegliano.
Mentre i tribunali italiani iniziano a esaminare le responsabilità dei venditori, sul fronte lussemburghese l’Ivass ha reso noto che il liquidatore Maître Yann Baden ha attivato un portale dedicato ai creditori.
Dal 6 febbraio 2026, tutte le richieste di insinuazione al passivo e le informazioni sui riparti devono essere gestite esclusivamente tramite il sito ufficiale della compagnia. Per chi necessitasse di supporto tecnico, l’autorità di vigilanza ha messo a disposizione il Contact Center Consumatori al numero verde 800-486661.































