
Al 31 dicembre 2022 nella regione risultavano registrate 17.682 disposizioni anticipate di trattamento. L’Ordine dei Medici di Firenze richiama il ruolo della comunicazione nelle scelte di cura e nel fine vita.
Le disposizioni anticipate di trattamento registrate in Toscana sono 48 ogni diecimila abitanti. Il dato, aggiornato al 31 dicembre 2022, è stato presentato durante l’incontro “Autodeterminazione e relazione di cura”, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Firenze.
Alla data considerata le DAT toscane erano 17.682, su 217.326 registrate a livello nazionale e riferibili a 212.877 persone. L’incontro ha approfondito la legge 219 del 2017, le dichiarazioni sul cosiddetto testamento biologico e la pianificazione condivisa delle cure per chi vive con patologie croniche, invalidanti o caratterizzate da prognosi infausta.
Il tema riguarda il diritto all’autodeterminazione e la relazione tra medico e persona assistita, già affrontati da ViPiù negli articoli dedicati al fine vita. Relatori e organizzatori hanno insistito sulla necessità di evitare che decisioni complesse vengano affrontate soltanto nel momento dell’urgenza.
Disposizioni anticipate di trattamento, formazione e relazione di cura
Alessandro Toccafondi, psicologo e componente della commissione Bioetica dell’Ordine fiorentino, ha sottolineato che il fine vita non è soltanto un evento clinico. Coinvolge valori personali, relazioni e ciò che ogni persona considera importante. Per questo servono informazioni comprensibili e uno spazio reale di confronto con i professionisti.
Le DAT permettono a una persona maggiorenne e capace di intendere e volere di esprimere orientamenti sui trattamenti sanitari nel caso in cui, in futuro, non possa più decidere autonomamente. La pianificazione condivisa delle cure è invece costruita nel rapporto con l’équipe sanitaria durante una malattia già presente. Sono strumenti distinti, accomunati dalla necessità di comunicazione e consapevolezza.
Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, considera il numero registrato un segnale di conoscenza ancora insufficiente. L’indicazione emersa dall’incontro è lavorare contemporaneamente sulla formazione dei professionisti e sull’informazione dei cittadini, così che le scelte possano essere comprese, discusse per tempo e applicate nella pratica clinica.

































