Data center a Vicenza, via libera unanime alla mozione Colombara: «Il futuro si governa»

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data center a Vicenza

Il Consiglio comunale approva con 23 voti favorevoli gli indirizzi per governare infrastrutture digitali ed energetiche, tutelando territorio e interesse pubblico.

I data center a Vicenza e i sistemi di accumulo energetico dovranno essere valutati attraverso criteri preventivi che mettano insieme innovazione, rigenerazione urbana e tutela delle risorse. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità, con 23 voti favorevoli, la mozione presentata da Raffaele Colombara. Il quadro dell’attività istituzionale è consultabile nel portale del Consiglio comunale di Vicenza.

Il documento chiede alla Giunta di predisporre indirizzi per eventuali insediamenti, privilegiando aree industriali dismesse o sottoutilizzate ed evitando nuovo consumo di suolo agricolo. Il voto arriva mentre nel Vicentino cresce il confronto sulle grandi infrastrutture, già emerso anche nella discussione sulla pianificazione delle opere nell’area urbana di Vicenza.

Tra i criteri indicati figurano la verifica della capacità della rete elettrica, gli effetti sulle utenze locali, la tutela delle risorse idriche e l’uso di sistemi a circuito chiuso. La mozione considera inoltre il possibile recupero del calore prodotto dalle infrastrutture, collegandolo alla rete di teleriscaldamento e alle attività produttive presenti nel territorio.

Data center a Vicenza, formazione e benefici permanenti per la città

Il testo propone accordi tra Comune, Università di Padova, Università di Verona, ITS Academy, imprese e operatori del settore. L’obiettivo è sviluppare ricerca, formazione e competenze legate alla transizione digitale ed energetica, evitando che gli insediamenti restino separati dal sistema economico e formativo locale.

Un altro punto riguarda i benefici pubblici: compensazioni ambientali, forestazione urbana, sostegno alle comunità energetiche, rigenerazione e infrastrutture dovrebbero essere permanenti e verificabili. La mozione non attribuisce al Comune competenze che spettano ad altri livelli istituzionali, ma invita l’amministrazione a preparare in anticipo una propria posizione negoziale.

Colombara ha definito il voto unanime il segnale di una sensibilità condivisa e ha riassunto l’impostazione con la formula «il futuro non si subisce, si governa». Per il consigliere, la crescita dei servizi digitali e dell’intelligenza artificiale rende inevitabile un aumento della domanda di infrastrutture, ma impone di valutarne per tempo conseguenze e opportunità.

L’approvazione collega così i data center a Vicenza al Masterplan 2030, al piano energetico comunale e alla rigenerazione urbana. Il passaggio successivo sarà trasformare gli indirizzi politici in criteri amministrativi capaci di guidare l’esame dei progetti futuri.