
Il Ponte dei Nori, crollato parzialmente sotto la furia del maltempo il 17 aprile 2025 trascinando con sé le vite di Leone e Francesco Nardon (leggi qui), dovrà essere interamente demolito.
Non resterà più traccia del manufatto che ha inghiottito l’auto di padre e figlio nelle acque dell’Agno: la conferma arriva dal sindaco Maurizio Zordan, che annuncia la rimozione totale dei resti del viadotto su esplicita richiesta degli enti preposti e dei periti. Una decisione inevitabile per garantire la sicurezza del torrente e chiudere una delle pagine più buie della storia recente valdagnese.
Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la tempistica indicata per completare la rimozione definitiva oscilla tra gli 8 e i 10 mesi. Zordan ha spiegato che i tecnici comunali sono già al lavoro per calcolare la stima dei costi.
L’aspetto economico è un altro fronte caldo per l’amministrazione. Il sindaco ha chiarito che il Comune di Valdagno dovrà affrontare questa spesa consistente ricorrendo al debito, non avendo fondi propri a copertura. Per questo motivo, il primo cittadino ha lanciato un appello diretto alla Regione Veneto: l’obiettivo è ottenere lo sblocco dei 3,75 milioni di euro già stanziati dal Ministero per lo stato di emergenza (riconosciuto lo scorso luglio per 12 mesi). Quei fondi permetterebbero di limitare l’indebitamento dell’ente, che finora ha sostenuto in solitaria tutte le spese urgenti seguite alla tragedia.
Mentre prosegue l’inchiesta che vede sei indagati e il manufatto ancora sotto sequestro probatorio, il Comune di Valdagno cerca di restituire normalità alla circolazione. Zordan ha confermato che i lavori per lo svincolo di via Fermi sono in fase avanzata: dopo la sperimentazione, si sta completando la sistemazione definitiva a doppio senso di marcia, arricchita da un nuovo collegamento pedonale con via Terragli. Se il meteo sarà favorevole, il cantiere della viabilità alternativa verrà consegnato alla città entro il prossimo mese di febbraio.



































