Desertificazione commerciale, è sempre peggio. Confcommercio Vicenza chiede ai Comuni agevolazioni tributarie per aiutare la ripresa

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Negozi chiusi e negozi sfitti a vicenza desertificazione commerciale
Negozi chiusi

La crescente minaccia di desertificazione commerciale dei quartieri, delle vie e delle piazze, che coinvolge molte città italiane e Vicenza non fa eccezione, non è solo un problema economico legato alla chiusura di negozi e pubblici esercizi né una questione estetica legata alla tristezza di vedere vetrine spoglie e serrande abbassate: la mancanza di negozi comporta conseguenze profonde sul tessuto sociale e urbano, perché dove mancano attività commerciali, si assiste a un progressivo declino della vitalità delle aree interessate, un aumento del degrado e una percezione crescente di insicurezza tra i cittadini. Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza, sottolinea come questa situazione colpisca soprattutto le fasce di popolazione più vulnerabili, che dipendono da una rete commerciale di prossimità per le attività quotidiane, senza poter fare affidamento su mezzi di trasporto o grandi centri commerciali.

Nicola Piccolo
Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza

Mentre a livello generale servirebbe, come chiesto da Confcommercio nazionale, l’adozione di un’agenda urbana stabile e pluriennale per l’Italia, con risorse dedicate a favorire l’economia di vicinato, Confcommercio Vicenza ha agito direttamente coinvolgendo le amministrazioni locali. Come spiega il presidente Piccolo, ai sindaci dei comuni vicentini è stata inviata una lettera che chiede un’attenzione particolare alla fiscalità locale come strumento di sostegno al sistema commerciale e turistico. “Nonostante le ristrettezze di bilancio – aggiunge Piccolo – gli enti comunali dispongono di margini di manovra per politiche fiscali volte a rafforzare le attività economiche di prossimità”.

Proposte fiscali e incentivi per il rilancio commerciale

Le proposte avanzate da Confcommercio Vicenza riguardano principalmente tributi e tariffe di competenza comunale. Per l’IMU, si suggerisce di prevedere agevolazioni o esenzioni per i proprietari che usano direttamente i loro immobili commerciali o turistici, o che riducono i canoni di locazione alle attività. Si chiede inoltre di incentivare le locazioni di immobili sfitti da almeno un anno. Per quanto riguarda la TARI, si propone di calcolare il tributo sulla base della reale produzione di rifiuti, in modo da rendere più equa la tariffa, soprattutto per le imprese di grandi dimensioni con bassi volumi di rifiuti.

Altre misure di sostegno e valorizzazione del territorio

L’associazione propone di ampliare le agevolazioni fiscali per le attività commerciali al dettaglio e i pubblici esercizi, oltre a introdurre riduzioni tariffarie per le imprese che assumono nuovo personale. Sul Canone Unico Patrimoniale, si suggerisce di prevedere agevolazioni per chi partecipa a iniziative di valorizzazione territoriale e di mantenere o estendere le esenzioni per l’occupazione di suolo pubblico, con attenzione alla gestione degli enti incaricati. Per l’Imposta di Soggiorno, si raccomanda di evitare aumenti e di prevedere rimborsi per i costi amministrativi sostenuti dalle imprese, come le commissioni per i pagamenti con carte di credito.

Un impegno condiviso per il rilancio economico locale

Infine, Confcommercio Vicenza propone ai sindaci di adottare misure di incentivazione, come l’esenzione dai tributi locali per tre anni a chi riapre attività in locali precedentemente sfitto. Il presidente Nicola Piccolo assicura la collaborazione di Confcommercio ai Comuni in fase di programmazione, offrendo un contributo sia nella definizione degli indirizzi sia nella valutazione delle misure da adottare: “L’obiettivo condiviso – conclude – è quello di costruire un sistema di fiscalità locale più equo, sostenibile e coerente con le esigenze dei territori e delle comunità che li abitano”