
La richiesta, firmata da dodici consiglieri comunali, punta a portare nell’aula di Palazzo Trissino la gestione del raduno del 3 ottobre e le misure per evitare episodi analoghi.
Un dibattito sui disordini a Campo Marzo è stato chiesto formalmente al presidente del Consiglio comunale e al sindaco di Vicenza da dodici consiglieri. L’atto richiama l’articolo 18 del regolamento del Consiglio comunale di Vicenza e riguarda quanto avvenuto sabato 3 ottobre tra Campo Marzo, la stazione e il parcheggio Verdi.
La richiesta è sottoscritta da Nicolò Naclerio, Marco Zocca, Giorgio Conte, Michele Dalla Negra, Stefano Notarangelo, Francesco Saoncella, Francesco Rucco, Jacopo Maltauro, Valeria Porelli, Ivan Danchielli, Valerio Sorrentino e Liliana Zocca. Il documento arriva dopo le diverse reazioni politiche già raccolte da ViPiù sui disordini a Campo Marzo e sulle risposte da adottare.
I firmatari ricordano che il raduno, promosso sui social dal tiktoker noto come “Il Vucumprà”, aveva richiamato migliaia di giovani e giovanissimi, anche da fuori città. Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto, la situazione è poi degenerata con tensioni, corse, spintoni e danneggiamenti, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine e della polizia locale.
Dibattito sui disordini a Campo Marzo: le domande dei consiglieri
I consiglieri chiedono di chiarire quali informazioni fossero a disposizione delle istituzioni prima dell’appuntamento, quali misure preventive siano state adottate e come sia stata gestita la situazione. Vogliono inoltre conoscere l’entità dei danni, lo stato dell’individuazione dei responsabili e le iniziative previste per impedire che episodi simili si ripetano.
La domanda politica non riguarda soltanto l’ordine pubblico del giorno del raduno. Nel testo vengono richiamati anche i fenomeni delle cosiddette baby gang e dei gruppi definiti “maranza”, insieme alla difficoltà di prevedere e governare convocazioni che si diffondono rapidamente attraverso i social network. Il dibattito sui disordini a Campo Marzo, se calendarizzato, dovrà quindi mettere a confronto prevenzione, capacità operativa e politiche rivolte ai più giovani, distinguendo responsabilità individuali e problemi di gestione collettiva.



































