Diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza: la nuova risoluzione Onu. Russia detiene il record di veti posti dal 1946, superando di poco gli Usa

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Diritto di veto nel Consiglio di sicurezza dell'Onu
Diritto di veto nel Consiglio di sicurezza dell'Onu

Mercoledì, 27 aprile, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione non vincolante che obbligherà i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza – Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Regno Unito – a giustificare il loro utilizzo del diritto di veto. Lo scopo della risoluzione è quello di “far pagare un prezzo politico più alto” allo Stato che utilizzerà il proprio potere di veto, chiamandolo a giustificare la sua posizione agli occhi dell’Assemblea Generale e ad assumersi la responsabilità di aver bloccato le misure proposte.

La nuova procedura non risulta però vincolante, per cui nulla impedisce a un Paese che ha imposto il proprio veto di non giustificare le proprie azioni. Malgrado l’ambasciatore del Liechtenstein, Christian Wenaweser, abbia puntualizzato che la proposta “non è diretta contro la Russia” (per la guerra in Ucraina, ndr), il suo rilancio dopo più di due anni dalla prima richiesta sembra in realtà una risposta all’incapacità del Consiglio di condannare l’invasione russa dell’Ucraina a causa del potere di veto di Mosca.

Finora, stando agli archivi delle Nazioni Unite, più di 200 diverse proposte del Consiglio di sicurezza hanno ricevuto il veto, alcune da più Paesi. Gli argomenti hanno spaziato dalla guerra di Corea al conflitto israelo-palestinese, dal cambiamento climatico ai resoconti sulle scorte di armi. La Russia in particolare detiene il record di utilizzo del diritto di veto dal 1946, superando di poco gli Stati Uniti.

Fonte The Vision