Disordini a Campo Marzo, Luisetto e Dalla Pozza (Pd): «Basta strumentalizzazioni»

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Disordini a Campo Marzo, area di vigilanza nel centro di Vicenza

I consiglieri regionali Pd replicano a Silvio Giovine e chiedono più organici per la Questura, prevenzione e strumenti educativi per i giovani.

I disordini a Campo Marzo continuano ad alimentare il confronto politico. Chiara Luisetto e Antonio Marco Dalla Pozza, consiglieri regionali vicentini del Partito Democratico, contestano le dichiarazioni del deputato Silvio Giovine e chiedono che il dibattito si concentri su sicurezza, organici e prevenzione. La loro posizione è stata diffusa anche dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto.

I due esponenti dem affermano che quanto accaduto non debba essere minimizzato, ma giudicano «scorrette e di pessimo gusto» le accuse rivolte all’amministrazione comunale. Secondo Luisetto e Dalla Pozza, l’ordine pubblico richiede risorse statali e la Questura di Vicenza dovrebbe passare in fascia A, con un organico adeguato alle esigenze della città.

La replica arriva dopo una serie di prese di posizione sui fatti, tra cui l’articolo di ViPiù sulle reazioni politiche ai disordini di Campo Marzo. I due consiglieri invitano il centrodestra a indicare azioni preventive e risorse concrete per le comunità locali.

Disordini a Campo Marzo, sicurezza e disagio giovanile

Luisetto pone l’accento anche sull’origine sociale dell’episodio: centinaia di ragazzi si sarebbero mossi dopo la promessa, circolata sui social, di ricevere vestiti firmati. Per la consigliera questo elemento impone una riflessione sul modello culturale proposto ai più giovani e sulle tutele necessarie nell’uso delle piattaforme digitali.

La richiesta è di rafforzare la formazione dei genitori e fornire strumenti a scuole, amministrazioni e comunità educanti. Al tempo stesso, Luisetto e Dalla Pozza ribadiscono che chi ha provocato danni debba essere individuato e chiamato a risponderne, senza attenuanti legate all’età.

Sui disordini a Campo Marzo, quindi, il Pd vicentino prova a tenere insieme fermezza e prevenzione: sanzioni per le responsabilità individuali, maggiore capacità operativa delle forze dell’ordine e un intervento educativo che eviti il ripetersi di mobilitazioni incontrollate nate online.