DL Scuola, Save the Children: «Via il tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi»

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tetto agli alunni stranieri

L’organizzazione contesta il limite del 30% nelle classi prime e l’obbligo di segnalare ai servizi sociali le famiglie con difficoltà linguistiche.

Save the Children chiede al Parlamento di stralciare dal DL Scuola il tetto agli alunni stranieri e la norma che impone agli istituti di segnalare ai servizi sociali i genitori con “barriere linguistiche” ritenute di ostacolo al percorso educativo dei figli. La posizione è stata presentata durante un’audizione in Commissione Cultura del Senato ed è collegata al lavoro dell’organizzazione per i diritti dell’infanzia.

Il decreto prevede un limite del 30% nelle classi prime della scuola primaria e secondaria per gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato in precedenza la scuola dell’infanzia o il sistema scolastico italiano. Secondo Save the Children, una soglia rigida rischia di trasformare le differenze in un problema da contenere attraverso la separazione.

L’intervento si inserisce nel più ampio dibattito sulla capacità della scuola di ridurre disuguaglianze e dispersione: un tema affrontato anche attraverso i Consigli Fuoriclasse dedicati all’ascolto e al benessere degli studenti. Per l’organizzazione, gli istituti devono conservare un margine di autonomia nella formazione delle classi e poter valutare le condizioni reali dei territori.

Tetto agli alunni stranieri, i dubbi sulle segnalazioni alle famiglie

Le critiche riguardano anche l’obbligo di segnalare ai servizi sociali i genitori le cui difficoltà linguistiche possano ostacolare l’integrazione scolastica dei figli. Save the Children condivide la necessità di sostenere l’apprendimento dell’italiano, ma teme che una procedura impostata come segnalazione possa allontanare proprio le famiglie che avrebbero maggiore bisogno di essere accompagnate.

Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni istituzionali dell’organizzazione, sostiene che la scuola debba rimanere un luogo d’incontro e costruzione della comunità. Il rischio indicato è l’indebolimento dell’alleanza educativa tra istituti e famiglie, con effetti opposti rispetto all’obiettivo dichiarato di favorire integrazione e successo formativo.

La proposta alternativa consiste nel rafforzare sostegno linguistico, mediazione culturale, tempo educativo e collaborazione tra scuole, servizi pubblici e realtà del territorio. Sono interventi che richiedono risorse stabili e personale formato, da prevedere già nella prossima legge di Bilancio.

La discussione parlamentare dovrà quindi stabilire se il tetto agli alunni stranieri rappresenti uno strumento organizzativo efficace o se introduca una distinzione troppo rigida. Restano centrali due esigenze: garantire l’apprendimento dell’italiano e costruire classi capaci di includere studenti con esperienze e percorsi differenti senza trasformarne la provenienza in un criterio di separazione.