Donazione di placenta, Camposampiero guida il Veneto: 75 raccolte nei primi nove mesi

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Donazione di placenta a Camposampiero presso l'ospedale

Camposampiero si conferma capofila regionale nella donazione di placenta: la membrana amniotica viene impiegata per lesioni, ustioni e ferite.

La donazione di placenta a Camposampiero ha raggiunto 75 raccolte nei primi nove mesi del 2026, dopo le 82 registrate nell’intero 2025. I dati diffusi dall’Ulss 6 Euganea collocano il punto nascita padovano ai vertici regionali e sono stati richiamati dalla consigliera regionale Eleonora Mosco. Informazioni sui servizi sono disponibili nel portale dell’Ulss 6 Euganea.

Nel 2025 le placente donate negli ospedali veneti erano state complessivamente 541. Dietro il risultato di Camposampiero, osserva Mosco, ci sono la disponibilità delle madri e il lavoro delle équipe sanitarie che organizzano raccolta, conservazione e trasferimento del tessuto.

La placenta, che normalmente viene eliminata dopo il parto, può diventare una risorsa terapeutica. La membrana amniotica viene lavorata dalla Banca dei Tessuti di Treviso e utilizzata nel trattamento di lesioni oculari, ustioni profonde e ferite difficili da guarire. Il percorso rientra nella più ampia cultura della donazione di organi e tessuti come opportunità di cura.

Donazione di placenta a Camposampiero, come funziona il percorso

Nei tre punti nascita dell’Ulss Euganea — Camposampiero, Cittadella e Schiavonia — le donne possono ricevere informazioni sulla donazione quando è programmato un taglio cesareo. Il personale sanitario illustra requisiti, consenso e procedure, affinché la scelta sia libera e consapevole.

La raccolta non modifica il percorso clinico del parto e riguarda un tessuto che, una volta verificata l’idoneità, può essere preparato per impieghi specialistici. Il risultato dipende dal coordinamento fra ostetricia, professionisti della conservazione e banca regionale incaricata della lavorazione.

Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente e componente della commissione Sanità, ringrazia le donatrici e gli operatori. La consigliera invita a spiegare con parole semplici questa possibilità, così da far conoscere un gesto che unisce solidarietà, organizzazione sanitaria e applicazioni terapeutiche concrete.

I dati del 2026 indicano una continuità rispetto all’anno precedente, ma saranno i numeri conclusivi e la qualità dei percorsi a misurarne l’effettivo consolidamento. La donazione di placenta a Camposampiero mostra intanto come un materiale biologico disponibile dopo il parto possa contribuire alla cura di altri pazienti.