
La seconda giornata del festival Donne fra le Stelle chiude a Padova con riconoscimenti a ricercatrici e divulgatrici e con l’annuncio della prossima edizione, prevista nel 2027 a Torino.
Il festival Donne fra le Stelle ha concluso oggi a Padova la sua seconda giornata tra incontri, mostre e attività dedicate alle discipline STEM. Al centro del programma sono entrate le esperienze professionali e scientifiche di donne impegnate nella ricerca, nell’astrofisica e nella divulgazione, in un confronto pensato per avvicinare soprattutto le nuove generazioni ai percorsi di studio e lavoro legati allo spazio. Il passaggio successivo porterà la manifestazione nel 2027 a Torino, dove l’iniziativa sarà ospitata da ALTEC, società specializzata nei servizi per le missioni spaziali.
La giornata padovana ha assegnato riconoscimenti a Marica Branchesi e Patrizia Caraveo, due figure di primo piano dell’astrofisica italiana. Il programma ha inoltre riservato spazio al Premio Rossella Panarese, attribuito a Laura Paganini e Ilaria Ferrari e a Silvia Pagnoscin. I premi hanno accompagnato un calendario nel quale conferenze, laboratori e attività aperte al pubblico hanno messo in relazione competenze scientifiche, orientamento e racconto delle professioni. Un’impostazione che si inserisce nel più ampio lavoro di avvicinamento del pubblico alla ricerca, già al centro delle iniziative scientifiche e tecnologiche sviluppate nel territorio padovano.
Donne fra le Stelle, i riconoscimenti e il passaggio a Torino
Il trasferimento annunciato per il 2027 amplia l’orizzonte nazionale della rassegna. Torino offre infatti un ecosistema industriale e accademico fortemente legato all’aerospazio, mentre la sede di ALTEC consente di collegare direttamente le testimonianze delle protagoniste alle attività operative delle missioni. L’obiettivo dichiarato resta quello di rendere visibili competenze spesso poco rappresentate e di offrire alle studentesse modelli professionali concreti.
Nel corso della manifestazione padovana, gli appuntamenti hanno alternato approfondimenti, esposizioni e momenti di partecipazione. Le attività STEM hanno mostrato come l’accesso alle discipline scientifiche non dipenda soltanto dalla formazione tecnica, ma anche dalla possibilità di incontrare ricercatrici, ascoltarne i percorsi e comprendere la varietà dei ruoli richiesti dal settore spaziale. L’annuncio della tappa torinese dà quindi continuità al lavoro avviato a Padova e trasforma la chiusura dell’edizione in un nuovo punto di partenza.






























