
Secondo Giuliano Stivan, sindaco del Comune di Dueville, la vicenda dell’allontanamento di un ragazzo con disabilità dall’aula consiliare è stato sfruttato per scopi politici dal gruppo Esserci per Dueville.
La vicenda – lo ricordiamo – è avvenuta qualche giorno prima di Natale scorso, nel corso della presentazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Il sindaco – questa l’accusa mossa – avrebbe ordinato l’allontanamento di un ragazzo con disabilità psichica, infastidito da alcuni suoi vocalizzi.
Ma il primo cittadino non ci sta. “È francamente inaccettabile assistere a una strumentalizzazione politica tanto cinica quanto irresponsabile, che scende a livelli di assoluta bassezza – ha detto Stivan -. Si tenta di costruire un caso del tutto artificioso partendo da un fatto inesistente: non vi è mai stata, né direttamente né indirettamente, alcuna volontà discriminatoria da parte mia”.
I consigliere di EpD avevano sostenuto che il fatto non fosse stato comunicato nell’immediatezza per attendere le determinazioni dei genitori che, nel frattempo, si erano interfacciati con una apposita associazione. Passato oltre un mese, hanno quindi diffuso una nota (da noi pubblicata ieri) per stigmatizzare il comportamento del sindaco.
“Si sceglie deliberatamente di esporre sulla pubblica piazza un ragazzo, la sua famiglia e un’istituzione scolastica – replica Stivan – utilizzandoli come meri strumenti di propaganda politica, con l’unico scopo di colpire un’amministrazione che sta operando con serietà, correttezza e risultati concreti”.
Poi, il primo cittadino fornisce la sua versione dei fatti: “È gravemente falso sostenere che dalla cerimonia dello scorso dicembre non ci siano stati contatti. Dai primi giorni di gennaio è in corso una comunicazione costante e documentata con l’associazione dei genitori proprio sul tema oggetto della polemica. È inoltre già stato programmato un incontro sia con i genitori che con gli studenti della scuola, a dimostrazione della disponibilità al confronto che è sempre esistita.
Di fronte alla gravità di una diffamazione gratuita e costruita ad arte, mi riservo senza esitazione di adire alle vie legali nei confronti di chi ha sottoscritto e diffuso tali affermazioni, assumendosene la piena responsabilità.
Infine – conclude Stivan -, è doveroso ricordare che la consigliera di minoranza Elena Lionzo era presente all’intera cerimonia e ha scelto consapevolmente di non intervenire, pur avendone piena possibilità, preferendo evidentemente che un presunto ‘malinteso’ venisse strumentalizzato a posteriori anziché chiarito nell’immediatezza dei fatti”.




































