È morto oggi all’età di 78 anni Giuseppe Bono, per vent’anni alla guida di Fincantieri. Lascia la moglie e due figli.

Il manager era nato a Pizzoni in provincia di Vibo Valentia nel 1944. Dopo la laurea in Economia e Commercio e le prime esperienze lavorative in Fiat-Finmeccanica, Omeca ed Efim, nel 1993 era entrato in Finmeccanica ricoprendo diversi ruoli tra cui quello di direttore generale e amministratore delegato. Poi, nel 2002, il passaggio a Fincantieri dove era rimasto al timone fino ad aprile scorso. Nel mezzo anche una laurea honoris causa in ingegneria navale.

La sua scomparsa ha provocato reazioni di cordoglio nel mondo politico e imprenditoriale italiano.

In Veneto si registra quella di Enrico Carraro, presidente Confindustria regionale. “Tutta Confindustria Veneto è profondamente addolorata dalla scomparsa di Giuseppe Bono. Di lui vogliamo ricordare l’entusiasmo costante e il contributo intelligente e costruttivo in termini di progettualità, sensibilità e una moderna visione dello sviluppo futuro del nostro territorio, che ha dato con generosità in qualità di Presidente di Fondazione Nord Est. Tutto questo senza dimenticare il grande lavoro che da manager esperto e di grande visione ha fatto per la crescita industriale del Triveneto, a partire da Marghera dove i cantieri di Fincantieri sono diventati eccellenza mondiale”.

Sulla scomparsa del manager si è espresso anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Con Giuseppe Bono – ha detto – se ne va un grande manager, un punto di riferimento per l’Italia e per il Nordest, un grande amministratore delegato, una figura di straordinaria energia, acutezza e intelligenza fuori dal comune, che ha segnato la storia di un comparto.

Con la gestione Bono – ha aggiunto Zaia – la partita di Fincantieri è stata un vero e proprio rinascimento. Non dimentico gli stabilimenti in Veneto e quanto egli abbia fatto per difendere queste unità produttive.

Bono – ha concluso il governatore – è stato sempre attento, sensibile e rispettoso delle necessità del territorio e dell’occupazione, sempre con lo sguardo rivolto all’innovazione. Un portabandiera per tutti noi. Rivolgo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.