Elezioni europee. La Lega vince sui social con la campagna elettorale più ridicola dai tempi della Piazza Rossa

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Elezioni europee, claim Lega:
Elezioni europee, claim Lega: "Meno Europa, più Italia"

Lo confesso: la campagna elettorale della Lega per le elezioni europee mi sta facendo impazzire.

Il claim pubblicitario, “Meno Europa, più Italia“, dovendo mandare più parlamentari possibile a Strasburgo, già mi sembra centratissimo. Ma sono i messaggi pubblicitari sulle varie piattaforme social ad essere straordinari.
Nel primo, ad esempio, uscito da due o tre settimane, vediamo una “famiglia tradizionale” perfetta, in uno sfondo bucolico ed irradiata di luce, contrapposta ad una donna in gravidanza a cui, con un programma di intelligenza artificiale, è stata applicata una barba posticcia (“uomini incinti e follie woke? No grazie“, l’occhiello di Salvini).
Elezioni europee, occhiello di Matteo Salvini
Elezioni europee, occhiello di Matteo Salvini

L’immagine, grottesca e straniante, fa pensare ad un Gesù incinto ed è probabilmente la causa dell’uscita di Papa Francesco, qualche giorno fa, “c’è già troppa frociaggine in giro“.

Nel secondo spot, vediamo un uomo che non sa bere dalla bottiglia. Che è il vero problema del Paese, altro che stipendi da fame, evasione fiscale e criminalità organizzata. Il vero problema è la disidratazione.
Glielo ha dovuto spiegare Calenda come spostare il tappo di lato, cosa che a livello di imbarazzo equivale a farsi perculare da Puffo Quattrocchi.
Il tutto, passando per una richiesta di dimissioni di Claudio Borghi al Presidente Mattarella -reo di voler cedere sovranità all’Europa- proprio nel giorno della festa della Repubblica. E qui tutti i media hanno parlato dell’irritazione della Meloni. Ma, secondo me, il vero sentimento della premier è stato sollievo: almeno questa volta non è stato Lollobrigida.
Ma il meglio lo si è tenuto per un videomessaggio di Vannacci, che dopo improbabili citazione da Il gladiatore e smargiassate  che neanche Alvaro Vitali in Giggi il bullo, invita gli elettori a mettere una “decima” (ammicca ammicca) sopra il suo nome sulla scheda elettorale.
Chiesto a chiarimenti si produce nella solita pantomima del sono stato frainteso: “è perchè la X nell’alfabeto italiano non esiste…” Comprendetelo, si sa lanciare col paracadute (ed atterrare di testa, suppongo), ma non sa sfogliare un dizionario.
Lo staff di Vannacci ha poi chiarito che La X Mas tanto cara al generale è quella che arriva all’8 settembre del 1943. Dopo tale data infatti il glorioso reparto si schierò apertamente con i Nazisti, contro Partigiani e Alleati.
Il generale: "Fate una decima sul simbolo della Lega e scrivete Vannacci"
Il generale: “Fate una decima sul simbolo della Lega e scrivete Vannacci”
Un po’ come indossare la maglietta di Putin, ma solo PRIMA che invadesse l’Ucraina.
In ogni caso, VicenzaPiù con i suoi potenti mezzi è riuscita ad ottenere la prima versione dello script del videomessaggio di Vannacci, trafugata da una talpa nello staff salviniano. Pare che il generale dovesse invitare a mettere non una decima, ma una croce sul proprio nome.
Una croce uncinata, Ça va sans dire.