
Il Partito della Rifondazione comunista ha annunciato la sua partecipazione alle prossime elezioni regionali in Veneto. La decisione arriva dopo che, come specificato in un comunicato stampa firmato dal segretario regionale Gabriele Zanella, un’interlocuzione avviata con il candidato presidente di centrosinistra Giovanni Manildo non ha avuto esiti positivi. Secondo il partito, la loro presenza, con il simbolo che “fu di Antonio Gramsci ed Enrico Berlinguer”, sarebbe stata vista come un problema per il profilo “moderato” della coalizione.
Rifondazione comunista ribadisce di voler costruire “un fronte contro la destra e le politiche di cui è stata principale protagonista” in questi anni di governo del Veneto e del Paese. Il partito non intende rinunciare alla sua identità programmatica, ritenendo che le “contraddizioni radicali” del tempo attuale, tra crisi climatica, pericoli di guerra e la crescita dei problemi sociali, non possano essere affrontate con politiche moderate.
La lista sarà presente alle elezioni, e le sue proposte programmatiche sono ben definite. Tra i punti principali, l’opposizione alla guerra e al riarmo, il salario minimo di 10 euro l’ora per le attività finanziate dal pubblico, e il contrasto al consumo di suolo. In un elenco più dettagliato, il partito chiede anche lo stop ai finanziamenti incondizionati alle imprese, il trasferimento ai Comuni delle competenze sulla gestione degli alloggi pubblici per il loro recupero, e politiche di partecipazione diretta dei cittadini per lo sviluppo delle energie rinnovabili. A ciò si aggiungono le richieste di maggiori investimenti nel trasporto pubblico locale e nel diritto allo studio, con un focus sul potenziamento della sanità pubblica attraverso l’assunzione di nuovo personale.