Elisa Italiana, escort: inaudito essere in balia di vuoto normativo, vorrei pagare tasse e godere degli stessi diritti di tutti i lavoratori

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È inaudito che siamo ancora in balia di un vuoto normativo, io vorrei pagare regolarmente le tasse e poter godere degli stessi diritti di tutti i lavoratori – spiega la escort Elisa Italiana in occasione dell’International Sex Workers’ Day, celebrato come ogni anno il 2 giugno.

In Italia, se le escort avessero un ordine professionale a loro dedicato probabilmente sarebbe tra le categorie lavorative più numerose dopo medici e odontoiatri, avvocati e procuratori, ingegneri e architetti.

Escort Advisor, il primo sito di recensioni di escort in Europa, indicizza mensilmente circa 30.000 numeri di telefono di escort, donne e trans, che si pubblicizzano online in tutta Italia.

Dalla fondazione d’Italia ad oggi, però, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale più di 110mila atti legislativi: di questo corpus una sola legge regolamenta la prostituzione, ma è del 1958 e del tutto inadeguata alle nuove necessità delle sex workers e al contesto sociale odierno: la Legge Merlin, che risale al secondo Dopoguerra. Dal 1958 non sono stati fatti passi in avanti per quanto riguarda il settore: sono passati 66 anni.

Questo genera preoccupazioni tra le sex worker come la salute e la sicurezza sul lavoro. Racconta Elisa Italiana, professionista presente su Escort Advisor: Conosco colleghe che per confusione, pensano di svolgere un lavoro illegale, quando sono oggetto di violenza non chiamano neanche la polizia e subiscono. Il nostro lavoro non è illegale, però non può godere delle stesse tutele degli altri. È una grande contraddizione.

Un approccio a cui molte di loro auspica è quello della regolamentazione del settore, simile a quanto avviene in paesi come Germania e Paesi Bassi o la vicina Svizzera. Questo modello prevede la creazione di leggi specifiche che regolano il lavoro sessuale, con l’obiettivo di garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose, oltre a proteggere i diritti dei lavoratori.

Continua Elly, escort trans presente sul sito: Le lavoratrici del sesso non sono una categoria protetta dalle leggi per quanto riguarda un’assicurazione medica o per il versamento dei contributi, per garantire un futuro. Sembra paradossale una cosa del genere in un paese dell’Unione Europea nel 2024! Non avendo diritti riconosciuti non possiamo neanche avvicinarci ad una banca per un mutuo per una casa dato che non possiamo documentare il nostro reddito. Ci sono parecchi problemi e credo che i politici dovrebbero iniziare a guardarci come persone e offrire anche a noi i nostri diritti!

Il Sex Workers’ Day rappresenta un’occasione per affrontare e discutere, cercando soluzioni che rispettino i diritti e la dignità dei lavoratori del sesso – conclude Mike Morra, Ceo di Escort Advisor – È essenziale promuovere un dialogo aperto e inclusivo, che tenga conto delle esperienze e delle voci delle lavoratrici stesse, per creare un ambiente in cui possano lavorare in sicurezza e senza stigmatizzazione. La strada verso la piena tutela dei diritti dei lavoratori del sesso è lunga e complessa, ma il riconoscimento della loro umanità e dei loro diritti fondamentali è un passo cruciale verso una società più moderna.