Emergenza casa in Veneto, il Pd chiede un piano straordinario per gli alloggi pubblici

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emergenza casa in Veneto

I consiglieri regionali dem contestano l’ipotesi di ridurre il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e annunciano una proposta sulle locazioni turistiche.

Un piano pluriennale di investimenti per affrontare l’emergenza casa in Veneto, recuperare gli alloggi pubblici sfitti e introdurre regole sulle locazioni turistiche. È la richiesta avanzata dai consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Manildo, Jonatan Montanariello e Monica Sambo. Dati e attività in materia di edilizia residenziale pubblica sono consultabili nel portale della Regione Veneto dedicato alla casa.

I tre esponenti dem richiamano l’allarme dei sindaci e criticano una proposta della maggioranza regionale che, a loro giudizio, rischia di ridurre il numero di case popolari per fare spazio al social housing. Considerano quest’ultimo uno strumento utile per chi non accede alle graduatorie ma fatica a sostenere i prezzi di mercato, purché non venga sviluppato a danno delle oltre diecimila famiglie in attesa di un alloggio pubblico.

La presa di posizione si collega al confronto già aperto sul fabbisogno abitativo e sulle nuove forme di housing in Veneto. Manildo, Montanariello e Sambo insistono però sulla priorità di rimettere in uso il patrimonio esistente, oggi in parte vuoto per mancanza di manutenzione.

Emergenza casa in Veneto, patrimonio pubblico e affitti brevi

Secondo i dati citati nel comunicato, nel 2025 il fabbisogno stimato per recuperare gli alloggi Ater sfitti ammontava a 963,98 milioni di euro, mentre la spesa effettiva si sarebbe fermata a 15,58 milioni, pari all’1,6 per cento. Per il Pd servono quindi risorse continuative, programmazione e tempi verificabili per le ristrutturazioni.

Il secondo fronte riguarda gli affitti brevi. Sambo annuncia una proposta di legge regionale che dovrebbe tutelare i piccoli proprietari ma porre limiti alle grandi proprietà immobiliari e alle società che gestiscono decine o centinaia di appartamenti, influenzando disponibilità e prezzi delle locazioni ordinarie.

I consiglieri collegano l’emergenza casa in Veneto anche alle difficoltà dei bilanci comunali, aggravate da rincari e trasferimenti ritenuti insufficienti. Senza abitazioni accessibili per lavoratori e famiglie, sostengono, i centri urbani rischiano di perdere residenti e coesione sociale. Il confronto proseguirà ora nelle commissioni e nell’aula regionale, dove le proposte dovranno tradursi in stanziamenti e norme concrete.